57
Lazio-Roma 3-2

Rui Patricio 5:
Diventa Rui Pasticcio. Uscita sballata sul gol di Milinkovic che gli procura pure un giallo oltre che una brutta figura. Si stende tardivamente pure sul tiro di Pedro anche se era ben angolato. I compagni davanti a lui non lo aiutano ma negli episodi chiave stavolta delude. Nella ripresa sventa il poker laziale.

Karsdorp 5,5: Pedro parte col fuoco alla Nerone. Ha voglia di incendiare le certezze di chi lo ha regalato forse con troppa facilità alla Lazio. L’olandese si oppone a fatica ma almeno controbatte quando c’è occasione.  (37’st Zalewski ng)

Mancini 4: Parte con una brutta dormita sul gol di Milinkovic, prosegue lasciandosi beffare su quello di Pedro dopo il rigore non visto su Zaniolo. E’ vero che avrebbe bisogno di maggiore copertura davanti ma non può essere l’unico alibi. Derby da dimenticare. 

Ibanez 6: I motivi per tremare ci sarebbero vista la prestazione dei compagni di reparto che gli devono più di una cena. Qualche responsabilità ce l’ha pure lui ma di certo è l’ultimo al quale daremmo il grembiule nero. E poi segna un gol di speranza. 

Vina 4,5:  Il cross del gol di Milinkovic arriva dalla sua parte anche se si riscatta pochi minuti dopo con una bella diagonale su Immobile. Anderson lo beffa ancora on un tunnel e la tenuta mentale del ragazzo peggiora in una gara in cui i nervi sono tutto. Il retropassaggio di testa alla mezz’ora è inquietante.  Nella ripresa ne combina un’altra e corre a ringraziare Ibanez. (37’st Smalling ng)

Veretout 7:   E’ suo il primo tiro che impegna Reina. Sull’angolo successivo mette il pallone sulla testa di Zaniolo che coglie il palo. Poi trova quella di Ibanez che rianima la Sud. Nella ripresa recupera palloni preziosi e prova a suonare la carica ancora una volta andando pure a gelare Reina su rigore. Tra i meno colpevoli. 
Cristante 5:  Al 15’ di testa fa tremare la Nord, poi fa tremare la Sud tra palloni persi e una friabilità di copertura difensiva da far rimpiangere Diawara.  Ripresa meno ansiogena ma non regala mai sicurezza e non trova mai lo spunto.

Zaniolo 6,5: Il Var lo ignora nel bene e nel male sulle occasioni d arigore. Lui in campo si sveglia davvero solo nel finale quando infiamma i guanti di Reina. Segnali di vero Zaniolo.  (32’st Perez 6: cerca numeri, a volte improbabili)

Mkhitaryan 5,5: Compito arduo, quello di non far rimpiangere Lorenzo Pellegrini che tra le linee della Lazio avrebbe ballato molto volentieri.  Ce la mette tutta grondando sudore e speranza anche quando le cose si mettono male. Nella ripresa prende una gomitata in caduta da Leiva che non viene ammonito per la seconda volta ma spreca un contropiede. 

El Shaarawy 5: Si dimostra troppo leggero sia quando c’è da saltare l’uomo sia quando c’è da tentare il tiro in porta. In altri derby era una furia. (18’st Shomurodov 6: mette fisicità e impegna Reina)

Abraham 5,5:  Di palle buone gliene arrivano davvero poche, anzi nel primo tempo nemmeno una. Fa a sportellate con Acerbi trovando uno dei migliori in serie A in fase di marcatura preventiva. Ci si aspetta di più. 

Mourinho 5: Sgranocchia tensione sul ponte di comando conoscendo rotta e tempeste ma ignorando che in questo mare contano anche le piccole onde. Quelle che non si vedono. Sarri lo annichilisce per oltre mezz’ora poi la Roma riprende campo e redini del gioco fino a fine primo tempo. La sofferenza di alcuni singoli però è lampante e nella ripresa si riapre la voragine in quel lasso di tempo che va tra il 50’ e il 65’.  Pure sui cambi non sembra convincente. E’ una sconfitta dolorosa che apre pesanti interrogativi su tutti i reparti.