Roma-Torino 3-2

Olsen 5,5:
Dopo un primo in controllo sembra non abbia nemmeno bisogno di usare i guanti. Uscita alla Karate Kid dopo 7 minuti per frenare il gallo Belotti, poi chiude bene l’angolo a Iago Falque quando colpisce il palo esterno. A inizio ripresa, però, si fa beffare da lontano da Rincon. Un ritardo leggero che risulta determinante. Sulla seconda rete viene tradito da Parigini che gli oscura la vista.  

Karsdorp 7: Un 2019 ricco di sorprese, la più grande vedere l’olandese in campo due volte di fila dal primo minuto. Il biondo Rick dopo oggi può pretendere anche la terza. Dagli antidolorifici, infatti, è passato a dispensare vitamina K sulla fascia destra asfaltando Djidji e Aina. Poi porta tutta la sua dose di riscatto centralmente innescando alla perfezione El Shaarawy poi abbattuto da Sirigu. La Roma sembra aver trovato un terzino. Meglio tardi che mai. (35’st Santon ng)

Manolas 6: Nel primo tempo fa sembrare tutto facile, come al solito. Ha la stessa fermezza di Stallone quando gioca a braccio di ferro in Over the Top. Non sbraita, non strepita ma vince con tecnica e forza fisica. Prima annullando Belotti, poi andando a spegnere il ronzio fastidioso di Iago Falque. Poi improvvisamente una bella giornata di sole si trasforma in temporale. Non ha colpe evidenti sui gol, ma rimane troppo appiattito soffrendo oltre modo Zaza. 

Fazio 6: Parte abbattendo Kolarov in area e sospirando un po’ troppo quando il Toro attacca. L’appoggio per Zaniolo però vale tanto nell’economia della partita. Con la pratica blindata perde quel senso di insicurezza e si piazza al fianco di Manolas per programmare l’antivirus al Toro. Unico file pericoloso nel primo tempo il palo di Falque. Nella ripresa invece aumenta la paura quando entra Zaza e torna qualche ingenuità di troppo che condiziona tutto il reparto. 

Kolarov 6,5: Due calci piazzati, due gol. Il primo quando mette in area il pallone poi sbattuto in rete da Zaniolo, il secondo quando ipnotizza Sirigu facendo esplodere l’Olimpico. Tutto con quello sguardo da duro che mette paura solo ad incrociarlo. Pure in fase difensiva non sbaglia un colpo e quando al 45’ va via a Rincon per poi pennellare un arcobaleno al centro si alza in piedi pure Totti. Pure lui crolla nel secondo tempo. Ma perchè?

Cristante 6,5: Qui non c’è Ibra a strigliarlo, ma Bryan forse non ne ha più bisogno. L’inizio deprimente si sta trasformando in una stagione di grande crescita, anche tattica visto il ruolo che ricopre. Guarda le spalle di Zaniolo e Pellegrini, alternandosi con quest’ultimo in un costante lavoro di trapano e martello. Suda, corre e ora nessuno ha più il coraggio di sbeffeggiarlo. Giallo intelligente quando frena la corsa in contropiede di Parigini. Allora non è vero che si gioca bene solo a Bergamo… Lo.Pellegrini 7: Partita da giocatore vero. Risbattuto in mediana per necessità, Lorenzo riesce con difficoltà a inquadrare le stelle. Ma dalla sua postazione riesce comunque a fare un oroscopo completo dei compagni indovinando variazioni astrali e ascendenti. Un lavoro di qualità e quantità che non può passare inosservato nemmeno dopo il recupero di Nzonzi. Nel finale decide di riprendersi le stelle mettendo sul piede di El Shaarawy la cometa abbatti paure. Insistiamo: è nata una coppia? 

Under ng: E’ bastato uno scatto per finire la Corrida. E’ il 25° infortunio muscolare della stagione, qualcuno si faccia qualche domanda. (6’pt El Shaarawy 7,5: Determinante. Si guadagna un rigore più lampante della sua cresta. E’ un pericolo costante nella disastrata area granata dove si lancia a mille all’ora incurante dei pericoli. Anche quando non dovrebbe, favorendo le ripartenze del Torino. Poi però è lui a ripartire di slancio infilando Sirigu per il 3-2)

Zaniolo 7,5: Nicolò Machiavelli diceva: “Dove c'è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà”. Il nostro di Nicolò di volontà ne ha tantissima, ma non basterebbe nemmeno quella. Il gol che sblocca la partita è un mix di grinta, classe, potenza. Un cocktail che nella Milano da bere hanno sottovalutato, e che nella capitale andrà di moda per un bel po’.  Le colonne verticali del cruciverba le indovina tutte con una facilità imbarazzante aggiungendo numeri d’alta scuola per far scorrere i reparti.  1999-2019, vent’anni. Dove eravate? Quell’anno è nata una stella. 

Kluivert 5,5: Di solito è lui a mettere le bollicine, ma oggi è difficile correre e meravigliare più dei suoi compagni di reparto. Di certo il suo ritmo è esaltato dalla velocità della manovra offensiva tanto che nella ripresa per non sfigurare inserisce i superpoteri da Iron Man. La troppa ambizione però lo tradisce e fa perdere equilibrio sulla fascia. Deve pensare alla squadra, non a sé stesso.  (25’st Schick 6: la strana coppia con Dzeko. Mantiene ordinata la sua zona senza strafare)

Dzeko 6: Non viveva un vero ballottaggio da tempo. La spunta Edin, lo impone la storia. Nel primo quarto d’ora combatte con N’Kolou e disegna col tacco una trama verticale potenzialmente letale. Nella ripresa si divora un gol a due passi da Sirigu, poi ha un eccesso di altruismo per Zaniolo. Non ha bisogno di mental coach, anzi in futuro potrebbe considerare l’idea di diventarlo. Ma certe occasioni non deve fallirle più.  

Di Francesco 6,5: Sembra tutto troppo perfetto. La Roma che gioca bene, Karsdorp che resuscita, Zaniolo che dispensa meraviglie e la voglia di non accontentarsi. Quando tutto sembra sotto controllo però ecco che torna la paura, quella che una grande squadra non dovrebbe mai avere. C’è però pure la voglia di ribaltare, e questa è quasi una novità. Bene così, ma occhio perché con le big ogni errore non verrà perdonato.