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Luis Enrique rivoluziona il volto della Roma. In campo e nel carattere. I giocatori lo seguono, ma, è inutile nasconderlo, sono perplessi. Il nuovo modulo è rischioso, troppo per il campionato italiano. Le lacune più evidenti risiedono soprattutto nel pacchetto arretrato. La Roma difenderà a due. I centrali giocheranno molto larghi, quasi all'altezza della metà campo. In fase d'impostazione, il mediano (De Rossi) dovrà arretrare la propria posizione per recuperare il pallone ed iniziare l'azione. A Trigoria si dice che gli allenamenti di Lucho siano molto complicati e ci vorrà del tempo per oliare tutti i meccanismi. La preoccupazione cresce, soprattutto se si pensa che uno dei titolari, Juan, ancora non ha ancora mai lavorato con il gruppo e lo stesso Burdisso è in forte ritardo di preparazione. Cassetti, che centrale non è, ha disputato l'intera preparazione fuori ruolo. Gli addetti ai lavori sono sicuri dell'arrivo in questa settimana del danese Kjaer del Wolfsburg, ma avrà bisogno di tempo prima di integrarsi a pieno regime nella squadra.

Il gioco di Lucho, poi, prevede degli esterni di spinta (Cicinho e Jose Angel) con compiti prevalentemente offensivi. A centrocampo, un paio di uomini di interdizione ed in avanti due ali. Ad oggi Bojan e Borriello, anche lui fuori ruolo. Ad innescarli sarà Francesco Totti, riportato, dopo anni, nella veste di trequartista. Appena il capitano sarà in possesso di palla, i due attaccanti avranno il compito di accentrarsi per agevolare l'ultimo passaggio. Il 4-3-3 a cui spesso si fa riferimento, dunque, sarà soltanto il modulo di partenza: si trasforma in 3-4-1-2 in fase d'impostazione e in 4-5-1 quando sono gli avversari in possesso di palla, grazie allo scalare degli esterni, oppure in alternativa in un 4-4-2 con a turno uno degli attaccanti a rimanere in avanti a dare supporto a TottiAttualmente, alla squadra però manca la spina dorsale: un difensore, due mediani titolari ed una punta. Arriveranno a ridosso della prima giornata di campionato.

'Roma non è stata costruita in un giorno', ha spiegato Tom DiBenedetto nella conferenza stampa dello scorso 14 luglio. E le rivoluzioni hanno bisogno di tempo. Peccato che il calcio non aspetta. In questo precampionato la Roma si sta abituando a prendere tre gol a partita: è accaduto con il Psg (in 45'), poi con il Valencia. L'anno scorso, di questi tempi, la cinquina subita ad Atene contro l'Olympiacos fu il segnale di altre goleade rimediate in campionato ed in Europa. Il pericolo c'è: la squadra si sta rassegnando a perdere ed il timore di un nuovo Zeman già incombe sulla città. Già, perchè la tifoseria è molto cambiata da allora. Il divertirsi, nella migliore delle ipotesi, non basta più. Il secondo posto è considerato un fallimento, figuratevi un sesto...