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Questa sera all’Olimpico passa l’ultimo bus scudetto. Più per il Milan (a meno quattro dall’Inter) che per la Roma (distante nove punti dalla vetta), ma comunque ancora in corsa teorica per disputare una volata pur partendo da lontano.

Chi vuole smentire il mio pronostico (il titolo lo vincerà l’Inter) questa sera deve raccogliere tre punti e sperare (secondo me, invano) che i nerazzurri ne perdano con il rinato Genoa di Ballardini. Tuttavia, anche se l’Inter vincesse, com’è logico che sia, Roma e Milan devono tenere il passo e non consentire un divario più ampio, cioè la fuga definitiva.

Gli uomini di Pioli sono in crisi nera. Lo dicono le prestazioni e lo ribadiscono i risultati, sia in Italia (cinque sconfitte e quattro vittorie) che in Europa (due pareggi striminziti e sofferti). Secondo me è arrivato il momento del redde rationem. La squadra ha dato e avuto più di quanto fosse nelle sue possibilità, è stata spinta da un vento propizio fino a quando hanno retto uomini fondamentali (Donnarumma, che ancora regge, Theo Hernandez,  Bennacer, Calhanoglu e Ibrahimovic) e adesso si è piantata e fatica a procedere.

Lo ripeto: non si tratta solo di risultati. E’ che il Milan si è involuto, ha perso lucidità e umiltà, è diventato troppo prevedibile e ha diminuito il movimento senza palla. C’è qualcuno che invoca il cambio del sistema di gioco (difesa a tre) ma, oltre che snaturarsi, il gruppo perderebbe tempo ed energie alla ricerca di meccanismi ed equilibri nuovi o poco conosciuti. 

La squadra vista contro la Stella Rossa, al di là del turnover, contro la Roma perderebbe quasi di sicuro, dando via libera all’Inter che, in caso di successo, andrebbe a più sette. Al contrario la Roma resterebbe a meno 9 dalla capolista, ma ritroverebbe tutta la consapevolezza mancata finora contro le grandi o le pari grado.

E’ vero che tra i giallorossi non ci sarà Dzeko, però è probabile che non avrebbe comunque  cominciato dal primo minuto, visto che Fonseca, a torto o a ragione, gli preferisce Borja Mayoral. Dzeko sarebbe potuto entrare a partita in corso e però la forza della Roma, almeno a parer mio, risiede in Pellegrini e in Mkhitaryan, cioè quelli che giocano dietro la punta. Sia perchè sanno servire assist prelibati, sia perché sono essi stessi in grado di segnare.
Il Milan, ancora una volta, dovrà rinunciare a Bennacer a beneficio di Tonali che non è ancora il centrale adatto per un top club. Saelemaekers, Calhanoglu e Rebic giostreranno dietro Ibrahimovic, ma il problema è in difesa.

Da tempo Romagnoli non è più lo stesso e Kjaer, anche per colpa dei molti infortuni, registra qualche passaggio a vuoto. Serve un reparto più aggressivo e che, se vuole mettere molti metri tra sé e la porta, sappia pressare in avanti e fare della compattezza il primo requisito, esattamente quel che è mancato con l’Inter.

La Roma ha assenze importanti in difesa (Kumbulla, Smalling, Ibanez) e uno dei centrali sarà Cristante che, per quanto duttile, è pur sempre un adattato. Può essere un punto debole. 

Probabile che Ibrahimovic, prima di sbarcare al festival di Sanremo, voglia sedare le polemiche con una grande prestazione, cioè con un gol, utile magari a rimettere la squadra sulla strada giusta dopo un periodo più nero che grigio.

Prevale, però, la sensazione che la Roma stia meglio e parta favorita. Niente pressioni. Se non sarà per lo scudetto, ci si gioca un piazzamento nei primi quattro e perdere ancora contro una grande farebbe male alla classifica e all’umore.

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