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Nicola Zalewski (LEGGI QUI). Basta pronunciare il suo nome a Trigoria per mandare in estasi Tiago Pinto. Il general manager si è innamorato di lui al primo sguardo pronosticandone, in privato, una carriera alla Lewandowski. Il talento di Tivoli, originario polacco, d’altronde ha raccolto diversi consensi in giallorosso anche prima dello sbarco di Pinto e ora ha convinto pure Josè Mourinho che lo ha messo in prima fila tra i giovani in rampa di lancio. E in passato, quando lo Special One lo ha fatto coi baby, sono nate belle storie: da Casemiro a Cech passando per McTominay. L’italo-polacco, infatti, è prezioso non solo in fase realizzativa ma pure sulla trequarti dove apre varchi e non sbaglia un movimento.  Bruno Conti e Zibì Boniek parlano bene di Zalewski sin da quella straordinaria stagione con l’Under 17, un campionato da record che ha visto i giallorossi di Piccareta essere fermati solo in finale dall’Inter di Sebastiano Esposito. Lo stesso Zibì  era venuto ad osservalo da vicino nella semifinale di ritorno contro il Manchester United. 
MERCATO -  Le richieste in prestito non sono mancate in questi mesi. Ma né Petrachi prima nè Pinto poi le hanno ascoltate. Il motivo? Zalewski è un gioiello e verrà ceduto in prestito solo per un’occasione che permetterà di farlo crescere sul serio. Non è uno da serie B insomma nella testa della dirigenza giallorossa. Ma in queste ore anche la massima serie sposterà gli occhi su di lui. Piace per esempio a Sampdoria e Venezia.  Cosa fare? Allo stato attuale Mourinho vorrebbe tenerlo con sé magari per fargli giocare la Conference League. E pure lo stesso Zalewski non vede l’ora di ripagare la fiducia.  Ma in caso di arrivo di altri attaccanti (probabile) poi la concorrenza sarebbe troppa. C’è tempo fino al prossimo ritiro portoghese per decidere.