Commenta per primo

 Erik Lamela, l’incedibile e l’intoccabile. Cambiano gli allenatori (Luis Enrique, Zeman e Andreazzoli)mauna delle— poche — certezze della Roma è lui. Attaccante esterno, ala pura, trequartista o seconda punta: in 539 giorni di Roma (tanti ne sono passati dal suo esordio contro il Palermo), l’argentino è stato impiegato in più ruoli, ha preso elogi e strigliate, ha dato e ricevuto calci, ha segnato e fatto segnare, ha sbagliato gol facili e se n’è inventati altri impossibili.Ha giocato tante partite (56 per l’esattezza, di cui 25 quest’anno) e quasi mai è rimasto fuori per scelta tecnica. Il motivo? Uno: tutti gli allenatori che hanno occupato la panchina della Roma in questo anno e mezzo si sono sempre fidati di lui.

Settimana difficile Terzo giocatore più presente in stagione dopo Totti e Piris con 2206 minuti, bomber stagionale con 13 reti (più i 6 dello scorso anno), a Lamela toccherà fare gli straordinari in questi quattro giorni: titolare oggi, titolare mercoledì a San Siro. Davanti a mamma, papà, fratelli e fidanzata. I genitori, tornati dall’Argentina proprio per stargli accanto, hanno deciso di essere presenti sugli spalti del Meazza per sostenere Erik in una delle partite più importanti della sua avventura romana. Partiranno direttamente mercoledì, oggi invece vedranno la partita in televisione dalla loro casa dell’Eur sperando che la grande forma, soprattutto atletica, messa in mostra a Trigoria possa essere riproposta in partita. Per Lamela questa settimana non è stata facile: le tante critiche ricevute dopo il derby per quel colpo di testa sbagliato a porta vuota lo hanno ferito, soprattutto quelle del giornale portogheseABolache lo ha descritto come «un calciatore dalla testa quadrata». La società lo ha invitato a non curarsene, così come lo ha invitato a non pensare alla convocazione per l’Argentina che non arriva. Sabella gli ha preferito, di recente, José Sosa, centrocampista offensivo meteora del Napoli ora al Metalist in Ucraina, e anche Di Santo del Wigan. Lamela non c’è rimasto bene, ma continua a sperare che il suo momento possa arrivare.

Il feeling con Pallotta A rincuorarlo ci ha pensato la scorsa settimana il presidente Pallotta. Il rapporto tra i due è ottimo e il manager statunitense è stato chiaro sia coi dirigenti (non che ce ne fosse bisogno, almeno con Sabatini) che col giocatore stesso: «Tu resti qui». Pallotta considera Lamela il futuro della Roma, il suo procuratore è atteso a giorni nella capitale per incontrare il d.s. e fare un punto della situazione ma eventuali offerte verranno rispedite al mittente. Dopo le vacanze estive, tra Argentina e pare Stati Uniti, Erik tornerà regolarmente a Trigoria. Con la speranza che, per la prima volta in carriera, possa giocare le coppe europee. Per centrare l’obiettivo servono ancora altri gol. La caccia riparte da oggi, dai tre punti e dalla ricerca della rete numero 20 con la maglia della Roma.