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Nonostante le parole non proprio concilianti il rapporto di James Pallotta con Dan Friedkin non si è affatto interrotto, anche se ambienti vicini alla trattativa smentiscono colloqui fra legali nell’ultima settimana.  Nel mondo degli affari, però, questo in genere è solo un dettaglio, anche perché Friedkin, rispetto ad altri, ha il vantaggio di aver già fatto la “due diligence” e perciò è quello che potrebbe chiudere in tempi più brevi.

Ma - come riporta la Gazzetta dello Sport -  il texan-californiano non è il solo attratto dalla Roma, perché ci sono anche due altri gruppi statunitensi interessati. Di sicuro costoro stanno esaminando i dati che è possibile condividere nella cosiddetta “dataroom”. È ancora presto per gli invii dei documenti dall’Italia – o addirittura per i blitz nella Capitale – ma almeno questo primo esame “virtuale” serve per fare una sorta di scrematura utile ad allontanare i semplici speculatori. Forse è ancora troppo presto per sperare che intorno alla Roma si scateni un’asta fra magnati, ma abbastanza per credere che Pallotta possa continuare a sperare di spuntare un prezzo migliore dei 575 milioni proposti da Friedkin.