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C’è la meglio gioventù, la beata gioventù ma c’è anche la gioventù bruciata. Il rischio è sempre lo stesso: il ragazzino che si sente (dire) fenomeno il più delle volte si perde, svanisce nel nulla. Se viene utilizzato nel momento sbagliato, rischia di diventare una meteora. E’ successo, succederà. A Roma c’è un esempio su tutti, eclatante: un bel po’ di anni fa, Vujadin Boskov fece esordire dal primo minuto il promettente Dario Rossi e pensò bene di metterlo in marcatura su un certo Ruud Gullit. Risultato: Roma-Milan 0-1 gol di Gullit. Carriera finita lì per il giovane Dario.

C’è anche chi come Daniele Verde ha esordito dal primo minuto a Cagliari ed è stato il migliore in campo. Due episodi diametralmente opposti. Facile pensare: Rossi era scarso e Verde fortissimo, ma non è così. Il giovane vive di momenti, di episodi, di fortuna (o sfortuna). Non c’è una strada sicura da percorrere: di sicuro, ciò che accomuna questi due ragazzi presi come esempio è il talento. Poi, che qualcuno gliela mandi buona. E di talenti in Italia ce ne sono, bisogna solo valorizzarli, crederci, rischiare, non usarli solo nelle emergenze. Il peso della responsabilità può essere deleteria. 
Walter Sabatini, ds della Roma, setaccia spesso il mercato estero: a volte arriva il talento (Paredes, Sanabria, Uçan e non solo), a volte la bufala (Nego, Tallo, Ferrante e non solo). Il settore giovanile dà sempre qualcosa, vedi Verde, l’emigrante Scamacca e per il futuro si intravede una luce, più di una. I fratelli di Verde ci sono, crescono, ma dovranno passare un po’ di anni prima di accertarne il talento. E non solo nella Roma. Qualcosa di buono in Italia c’è e forse la Nazionale tra qualche tempo potrà attraverso loro cominciare il processo di resurrezione, spiega Il Messaggero.