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Risolto il "toto allenatore", parte il "toto Spalletti". In attesa di vedere all'opera la prima nuova Roma del tecnico toscano, è inevitabile cercare di paragonare ciò che è stato e ciò che sarà. Ma provare a  trovare "il nuovo Perrotta", "il nuovo Taddei" e quant'altro rischia solamente di creare equivoci e aspettative esagerate nei confronti della Roma 2.0 dell'allenatore di Certaldo. Partendo dall'organico a disposizione, e con ancora quasi venti giorni di mercato all'orizzonte, è possibile almeno immaginare le mosse dell'erede di Rudi Garcia, ben sapendo che questa Roma è profondamente diversa da quella allenata dall'ex Zenit nella sua prima era giallorossa.

LE RICHIESTE - L'arrivo di Spalletti di sicuro non va a risolvere alcuni problemi strutturali dell'organico giallorosso: si partirà dunque dall'acquisto di un terzino, forse addirittura due. Il nome di Domenico Criscito è quello più caldo in queste ore: l'ex Genoa è un fedelissimo del tecnico, che lo ha allenato allo Zenit. Eppure l'operazione non sembra così semplice. L'ostacolo principale è l'ingaggio elevato del ragazzo, forse troppo elevato considerando che rischierebbe di giocarsi il posto con Digne. L'urgenza è sulla corsia opposta e la Roma, per motivi di lista, dovrà quasi certamente virare su un italiano: le piste più plausibili in queste ore sono quelle che portano a Davide Santon e Mattia De Sciglio. Se invece dovesse liberarsi uno slot "straniero", ed è quello che il club conta di fare, magari cedendo Torosidis, ci sarebbe la possibilità di arrivare al primo obiettivo, Adriano del Barcellona, con cui è partita la trattativa, come riporta Sky Sport, con l'esterno brasiliano che ha dato la sua disponibilità al trasferimento. L'altra richiesta sarà quella di un centrale difensivo, anche se Spalletti quasi certamente aspetterà qualche giorno per valutare fino in fondo Leandro Castan, che potrebbe tornare a recitare un ruolo di primo piano al fianco di Kostas Manolas. Il nome sul taccuino, per forza di cose italiano, è quello di Tonelli: la Roma può giocarsi una carta importante come Paredes come contropartita per diminuire l'esborso economico. Rimane il nodo legato agli esterni d'attacco: la dirigenza giallorossa sta tenendo in stand by l'affare Perotti, l'argentino può essere utilizzato sui 3 ruoli della trequarti e, all'occorrenza, anche da falso nueve. Discorso analogo per Stephan El Shaarawy, anche lui da tempo monitorato da Walter Sabatini: il "Faraone", rispedito al mittente dal Monaco, ha dalla sua il fatto di essere un calciatore formato in Italia ma per il momento l'affare è stato congelato.
IL MODULO - E' altamente probabile che Spalletti riparta dal 4-2-3-1 che ha segnato praticamente il suo ultimo decennio da allenatore. I tifosi della Roma hanno ancora negli occhi la "trovata" di Totti centravanti, ma il tecnico di Certaldo si affiderà a un 9 "vero" come Edin Dzeko. La batteria di trequartisti è foltissima: Iago Falque, Gervinho, Salah, Florenzi e Uçan si alterneranno nei 3 posti alle spalle dell'unica punta, dove almeno inizialmente potrebbe posizionarsi anche Miralem Pjanic. Il bosniaco è forse il dubbio principale in chiave Spalletti: l'ex Lione potrebbe essere infatti anche arretrato in cabina di regia, in un reparto che con il rientro di Strootman rischia di essere iperaffollato (De Rossi, Nainggolan, Keita, Vainqueur). Spalletti potrà anche lavorare su De Rossi come centrale difensivo in caso di mancati rinforzi, anche se il pacchetto arretrato è quello che rischia di essere maggiormente stravolto da qui a fine gennaio.