“Aiutare a sbloccare il potenziale umano è il mio obiettivo” lo dice spesso Jan Mühlfeit, mental coach al quale si è affidato di recente anche Patrick Schick. Qualche segnale di timido risveglio, rispetto alla versione opaca ammirata fino a non più tardi di un mese fa, sembrerebbe esserci stata. Lo stesso global strategist confida, a ruik.cz, come aiuta i suoi pazienti e tra questi anche il centravanti giallorosso: "Quando un atleta pensa a se stesso come il primo della classe è il momento che scivola al secondo posto, ma è il pensiero di tornare avanti che lo farà di nuovo raggiungere i suoi obiettivi”.  Secondo Jan muhlfeit è di vitale importanza lasciare da parte l’autocommiserazione: “Nel momento in cui si inizia a pensare a un rigore sbagliato o una partita di tennis fallita, allora cominciano ad arrivare pensieri negativi. Bisogna essere critici, ma mai nei confronti dell’uomo”.