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Lo chiamano 'Il Pianista' e contro la Lazio potrebbe diventare direttore d'orchestra. Con Totti fermo ai box, Miralem Pjanic è pronto a tornare al ruolo di trequartista: lì con il Metz prima e con il Lione poi ha stupito tutti, anche i biancocelesti che a luglio hanno cercato di portarlo sull'altra sponda del Tevere. Pjanic invece è finito alla Roma, voluto fortemente da Luis Enrique che fin qui lo ha impiegato sempre. Con Lamela ancora convalescente e Bojan rinato nel ruolo di esterno, il posto del capitano (salvo un recupero miracoloso) dovrebbe essere affidato proprio al bosniaco. Soluzione provata già nei venti minuti finali contro l'Atalanta in cui Miralem ha sfornato l'assist per il gol di Simplicio.

Il Pianista, che gira con in tasca tre passaporti e un autografo di Zidane (il suo idolo), conosce 4 lingue ma quella che preferisce la parla con i piedi ed è la stessa di Totti. 'Puoi passarla anche agli altri la palla, non solo a Francesco', lo sfottono in allenamento i compagni notando la notevole intesa tra i due. Pjanic sorride, ma solo per un attimo. È un tipo che non si lascia andare e c'è da capirlo: a 13 mesi in braccio a mamma e papà fuggì dalla Bosnia dilaniata dalla guerra dei Balcani. 'I miei genitori (musulmani, ndr) hanno deciso di rifugiarsi prima in Germania poi in Lussemburgo. Mio padre cominciò a giocare a calcio (serie B lussenburghese, ndr) e io, che stavo a guadarlo, ben presto volli imitarlo', ha raccontato Pjanic.

Innamorato del pallone. Ecco come definire il piccolo Miralem: 'Palleggiava per ore', racconta il padre. Solo calcio, nessun tatuaggio, zero vita mondana, un sogno: diventare un campionissimo. La squadra dei sogni? Il Real Madrid che, però, nel 2010 non esitò di punire segnandogli un gol da antologia nei quarti di Champions. I suoi unici altri interessi: il cinema e il poker. Nel tempo libero preferisce stare in famiglia (non è fidanzato) piuttosto che frequentare discoteche o locali alla moda. 'È l’acquisto dell'anno', si è lasciato scappare vinto dal rimpianto il ds laziale Tare. Pjanic tra due settimane far di tutto per dargli ragione.

(Leggo - Edizione Roma)