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La Roma è tutta un quiz. Almeno a centrocampo, visto che Aurelio Andreazzoli domani sera a Udine dovrà fare a meno dell’infortunato Pjanic e dello squalificato Bradley. Nonostante questo, però, gli uomini non mancano, ma non è chiaro il modulo che verrà scelto per affrontare la squadra di Francesco Guidolin, che in campo abitualmente si sistema con il 3-4-2-1.

 
A SPECCHIO Non è escluso, ricordando le ultime tre partite (altrettante vittorie), che Andreazzoli proponga una Roma con lo stesso modulo dei friulani, cioè quattro centrocampisti e due mezze punte. De Rossi appare, sempre e comunque, al di sopra di ogni sospetto; complicato tenere fuori Torosidis; e Balzaretti appare in vantaggio su Marquinho lì a sinistra. E poi? Manca il secondo centrale, quello accanto a DDR. Potrebbe essere Tachtsidis, mai titolare con Aurelio; dovrebbe essere Perrotta, in splendida forma; potrebbe essere l’occasione, infine, per Florenzi, finito tra le riserve dopo esser stato sempre titolare con Zdenek Zeman.
C’è da dire, però, che Perrotta e Florenzi (provato lì, ieri) potrebbero essere utilizzati anche come trequartisti alle spalle della punta centrale; anzi, se Osvaldo finirà fuori squadra (ipotesi poco credibile, per ora) , uno dei due sarà sicuramente inserito nella batteria degli “attaccanti”.
 
RITORNO AL PASSATO Proseguendo sulla strada intrapresa nella parte finale della partita contro il Genoa, Andreazzoli domani sera potrebbe promuovere dall’inizio il 4-2-3-1. Sarebbe, pensando alla difesa a quattro, una mini rivoluzione visto che dalla Sampdoria in poi la Roma è sempre partita con i tre centrali. Anche in questo caso, le opzioni tecniche sono molteplici: De Rossi conosce a memoria i meccanismi di quel sistema di gioco; stesso discorso per Florenzi, che lì giocava - in tandem con Viviani - nella Primavera campione d’Italia di Alberto De Rossi; Perrotta sa vita, morte e miracoli del 4-2-3-1. Chi ne sa poco, invece, è Tachtsidis che ha sempre giocato da centrale in un centrocampo a tre. Marquinho, infine, tutto è tranne che un mediano. E allora? Il 4-2-3-1 vedrebbe un po’ troppa gente adattata in un ruolo non esattamente proprio. Via libera, allora, ad un più classico 3-5-2 come a Genova?
 
LO SMANIOSO Chi non ne può più di restare a guardare è Florenzi che, da quando è arrivato Andreazzoli, non è mai stato preso in considerazione per la squadra titolare. Intoccabile nel 4-3-3 di Zeman, nel 4-3-2-1 di Aurelio («Sarà l’allenatore della Roma anche l’anno prossimo», ha sentenziato Luciano Spalletti) ha trovato spazio soltanto in corso di gara. E mai con una connotazione tattica stabile. Se non giocasse neppure con Pjanic e Bradley fuori causa, sarebbe una sorpresa grossa. Florenzi fa parte del gruppo della Nazionale, ha segnato quattro gol tra campionato e coppa, e non è più un ragazzino inesperto. Ecco perché la Roma, credendo profondamente in lui, gli ha rinnovato il contratto, blindandolo fino al 2016.