‘Walter non acquistarmi i difensori, tanto attaccheremo’. Sembra passata una vita. Queste parole sono state rivolte da Zeman al d.s. Sabatini. Era l’estate del 2012. Adesso tutto è andato in fumo, anche se in realtà il fuoco ha iniziato ad ardere già a febbraio con l’esonero del boemo e la chiamata in panchina di Andreazzoli. A quasi un anno di distanza la priorità è proprio la difesa. Inizierà in quel reparto la ricostruzione giallorossa. Ancora non si sa se sarà la Roma di Allegri o di Mazzarri, o se la dirigenza si incarterà nuovamente andando a virare su un nome ad effetto. Di sicuro, il d.s.

Walter Sabatini medita qualche colpo nel reparto arretrato, mezza difesa è da rifare. Servono un esterno destro e un centrale.

Tanti nomi al vaglio. Tra i terzini: Wallace del Fluminense, via Chelsea. Basta dell’Udinese, Van Rhijn dell’Ajax. Giocatori di spinta, di esperienza e che costano poco. Sarà questo l’identikit perfetto dei nuovi acquisti. Livello medio alto, perché i fuoriclasse evitano l’Italia per la loro consacrazione. Preferiscono la Premier League o la Bundesliga. Allora, l’obiettivo è quello di prendere potenziali campioni e farli diventare tali. Marquinhos potrà essere un primo esempio, ma è troppo poco, occorre una sterzata. Accanto al brasiliano ci sarà un giocatore di personalità: ‘alla Burdisso’ direbbe Sabatini, ma che non sarà Burdisso, per limiti di anagrafe e per ambizioni differenti (vuole tornare in patria).

La rosa dei candidati è amplia: Alderweireld, Lovren, Musacchio, Astori, Garay. Chissà se il prescelto sarà tra questi cinque o se come capita molto spesso la carta d’identità la scopriremo soltanto in estate inoltrata. L’ibrido comunque sta prendendo forma, ci sarà un budget di mercato ed uno supplementare derivato dalle cessioni. Stekelenburg, uno tra De Rossi e Pjanic e Osvaldo possono portare in società almeno tra i 30 e i 40 milioni. Occorre soltanto avere le idee chiare.