Al quotidiano spagnolo Juan Manuel Iturbe, ora giocatore del Pumas, ha rilasciato una lunga intervista, in cui ha ripercorso la sua carriera con un pensiero anche all'esperienza in giallorosso. Queste le sue dichiarazioni:

Sull’infortunio ai legamenti del ginocchio.
"Dico sempre che è grazie a mia figlia che sono stato capace di superare velocemente l’infortunio. Inconsapevolmente mi ha aiutato molto, quando è successo lei aveva 4 mesi e ho potuto addirittura ‘ringraziare’ quella situazione. Mi ha dato tanta forza ed è stato tutto molto meno difficile".

Porto, Roma, Bournemouth tra altre squadre in cui hai militato: guardando la tua carriera sembra che tu sia nel calcio da più di 15 anni ma non è così. Come lo spieghi?
"Quando rivedo la mia carriera mi sento un privilegiato. È vero che probabilmente in alcune decisioni mi sono affrettato, ma in quello che ho fatto ho avuto sempre la fortuna di scegliere dove giocare. In ogni club in cui sono stato sono arrivato a pensare che fosse la migliore decisione, sono state tutte esperienze che mi hanno lasciato molti insegnamenti. Chiaramente salvo la Roma, una grande squadra dove ho trascorso tre anni e, nonostante i bei momenti, ho lasciato in un momento in cui ho capito che avevo bisogno di cambiare aria. Ora sono in una squadra molto importante in Messico e voglio fare bene". Tornare in Europa è un tuo obiettivo?
"La verità è che vorrei tornare in Europa un giorno, se ci sarà la possibilità la prenderei in considerazione. Anche se adesso sto bene al Pumas e questo fa parte del mio presente, dico sempre che devo vivere il presente. So anche che, se faccio bene al Pumas, ci saranno più possibilità di tornare".

Torneresti al River Plate?
"Al River ho vissuto il mio periodo migliore, è un grande club. Ho bei ricordi, sono andato via nel 2013, poco prima che arrivasse Gallardo. Giocare nel calcio argentino per me è difficile in tutti i sensi oggi, ma senza dubbio se ci sarà la possibilità in futuro mi piacerebbe. Ma, come ho detto, bisogna dare tutto affinché accada".