Questa mattina al centro sportivo Fulvio Bernardini il direttore sportivo Monchi ha presentato in conferenza stampa Davide Santon e Antonio Mirante. Il terzino arriva dall’Inter nell’operazione che ha portato Nainggolan in nerazzurro, il portiere invece è stato preso dal Bologna per 4 milioni di euro.


Prende la parola il direttore sportivo Monchi: “Nesusno dei due giocatori hanno bisogno di presentazioni: due giocatori italiani.”

Conferenza Mirante

Cosa rappresenta la Roma?
Rappresenta un punto d’arrivo importante per me, ma anche un’ambizione e un confronto con una squadra importante. Ho fatto il settore giovanile in una squadra importante, ora ci arrivo da uomo ed è motivo di grande soddisfazione. Ho voglia di lavorare ho voglia di dimostrare.  

Savorani?
Sicuramente i miglioramenti dei portieri passati qui sono sotto gli occhi di tutti. E’ un allenatore che pretende tanto, è esigente, però allo stesso tempo dà grande attenzione alla tecnica, è una cosa che piace a me, è la base di ogni grande portiere. La crescita di Alisson è una conferma a tutto questo. Sicuramente ha avuto un grande impatto su di me, sia a livello tecnico che personale. Sta a me mettermi a disposizione e in discussione su alcuni metodi che sono cambiati rispetto agli anni precedenti. Il mio approccio sarà la disponibilità verso di lui.

Quando è stato vicino alla Roma?
Dopo il fallimento del Parma c’era stata qualche chiacchiera, così come nell’estate scorsa. La trattativa più concreta è quella di questa sessione di mercato e l’ho colta al volo. E’ una cosa che ho voluto fortemente, in questa sessione non aspettavo altro.

Una cosa che l’ha colpita?
La mentalità della squadra, che va molto forte. Abbiamo avuto subito un grande impatto, nessuno si risparmia e nei giovani c’è tanta qualità. La Roma ha lavorato benissimo, abbiamo qualità e tanto margine di miglioramento in quei ragazzi che sono stati presi e che a differenza della mia generazione sono già competitivi ad alti livelli.

Cosa può trasmettere ad Alisson?
Non lo so, vedendo quello che ha fatto l’anno scorso direi poco o niente. Trova un compagno con cui confrontarsi e che ha tante partite in serie A. Ci sono dei momenti in cui il portiere ha bisogno di una spalla, io poso esserlo. Ho 35 anni ma non è sinonimo di vecchiaia, credo di poter dare il mio contributo, questo mi fa avere l’ambizione di far bene tutti i giorni.
CONFERENZA SANTON

Cosa rappresenta la Roma?
Motivo di riscatto, sono venuto qui per far vedere quanto ancora posso dare.

Giocherai esterno basso di destra?
Alla Roma ci sono grandi giocatori come Florenzi e Kolarov. Io posso giocare sia a sinistra che a destra, non ho preferenze. Devo allenarmi forte e con la voglia di tornare quello del passato, poi starà al mister decidere chi far giocare. Sono venuto qui per dare il massimo e spero di ritagliarmi un posto importante nella squadra.

Un ritorno in Nazionale?
Reputo Mancini un allenatore bravo, merita di stare in Nazionale. La cosa più importante è fare bene nel club dove giochi, poi indipendentemente da quello che fai sul campo quella è la cosa più importante. La convocazione deve essere un premio per quello che fai nella squadra. Se le prestazioni saranno all’altezza, magari ci sarà una possibilità.

Un suo qualche errore nel passato viste le critiche dei tifosi?
Il rapporto con gli interisti è il passato. Ci sono state alcune incomprensioni, ma le ho già dimenticate. Con i tifosi della Roma è stato un bell’approccio. Non so se tutti sono felici del mio arrivo, ma sono stato molto contento specialmente ieri durante l’allenamento al Tre Fontane dove mi hanno applaudito. Sono felice e so che per loro la Roma è un qualcosa che va oltre. Proverò a dare tutto me stesso e spero di dimostrarlo sul campo che è l’unica cosa che conta.

I suoi rapporti con Spalletti?
Sempre buoni, abbiamo sempre parlato con massima sincerità. È un allenatore che ha lavorato bene. Ci sono state delle situazioni che mi hanno portato a questo cambiamento, ora sono contento e avrò modo di conoscere bene Di Francesco. In questo inizio di ritiro sta procedendo tutto molto bene.

È pronto per un calendario fitto di impegni?
Posso giocare tutte le partite, anche ogni tre giorni. Come altri giocatori ho avuto degli interventi al ginocchio e devo stare attento. Se c’è un doppio allenamento, posso riposare in una delle sue sedute. Il ginocchio sta bene e io mi sento bene: se dovessi giocare due o tre partite in quattro giorni non ci sarebbero problemi.

La Roma l’aveva già cercata in passato?
Sì, c’erano stati contatti quando ero in Inghilterra e quando ero all’Inter.