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Roma scippata, solo su questo non ci piove nella sera dell'acqua a catinelle sull'Olimpico. Roma scippata: rigore inesistente al minuto 94. Smalling prende la palla sul volto, l'arbitro immagina di vedere un braccio, confonde faccia e braccio. Non c'è Var ed è rigore, cioè pareggio che il Borussia Monchengladbach non si è meritato. 
Roma scippata ed ora occorre evitare la depressione da malo risultato. Non lo merita la Roma il deprimersi, il dubitare di se stessa o meglio il dubitare che molto, troppo le giri contro. 

Era stata per novanta minuti e passa una Roma palombara, che stava trovando un meritato tesoro: la vittoria, la testa del girone e una dannata voglia di vincere. Quest'ultima almeno la Roma l'aveva messa in campo e comunque le deve restare nella testa. 
Lotta, carattere, voglia, caparbietà: i giocatori della Roma per novanta e passa minuti, come si dice in gergo, la maglia l'hanno sudata. Anche se intrisa e zuppa di pioggia reale e metaforica (gli infortuni, le assenze, le mezze condizioni di più d'uno) la Roma la maglia l'aveva sudata di energia e grinta, sudata eccome. 
Soprattutto nel secondo tempo che è stata una battaglia fisica e di volontà che la Roma alla fine stava giustamente vincendo. Roma palombara perché era nubifragio annunciato su Roma e acquazzone di guai temuta sulla Roma. E invece era Roma nello scafandro fino ad afferrare sott'acqua lo scrigno col tesoro dei tre punti. Lo apriva lo scrigno un colpo di testa di Zaniolo ed era il minuto 32 del primo tempo. 

Fino ad allora forse non tanto e non troppo, poi, dal gol in poi, la Roma se lo meritava il vantaggio che aveva. Anche se lo scafandro non teneva alla perfezione: Pastore (detto senza ironia e senza critica negativa) ottimo ma solo da fermo. Kluivert che troppo arruffa. Zaniolo che sfarfalla (poi si guadagnerà la pagnotta col gol). Kolarov che un po' cigola. Mancini che nel primo tempo galleggia nelle acque a lui non familiari del centrocampo (migliorerà e di molto nella ripresa). 
Bene gli altri a partire dai tre di difesa: Smalling, Spinazzola, Fazio. Più bene ancora (con qualche palla persa) Veretout. Ottimo Dzeko. 
Insomma il centrocampo inventato da Fonseca per l'occasione era uno scafandro che qua è là lasciava entrare goccioline di acqua ma la Roma respirava lo stesso. Una Roma di lotta e anche di qualcosa di bello. La più bella Roma d'emergenza che si potesse immaginare.

Entra Perotti per Pastore (darà più presenza ma tanta meno precisione). Entra Antonucci per Zaniolo, entra Florenzi per Kluivert. E sarà Florenzi a pochi minuti dalla fine a mangiarsi (sì, mangiarsi, non si può dire altrimenti) il gol del due a zero romanista. Chi sa quanto il calcio sia feroce, chi conosce per lunga esperienza le infinite volte che è capitato... Un pensiero quando Florenzi la spreca, il pensiero è: speriamo non ci si debba pentire, amaramente pentire.
Ma nessuno poteva pensare e immaginare che l'amarissimo pentirsi per quell'errore sarebbe arrivato a stretto giro di posta per mano esclusiva dell'arbitro. 

Maledetto ultimo minuto, incredibile ed evidente scippo, scippo in flagranza. Ma la Roma non si deprima: era una partita trappola. Il Borussia Monchengladbach primo in classifica tedesca, la Roma con otto assenti e due/tre a mezzo servizio. Un pareggio che alla fine è un raffreddore e non una polmonite nel girone. Sì, va bene, va bene, calma: il buono della serata è che la Roma c'era e c'è nonostante tutto. Ma il rigore inventato, uno dei rigori più inesistenti dell'anno in Europa, alla Roma chi glielo risarcisce?