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Simone Perrotta capitano. Se invece, all'ultimo secondo, Ranieri dovesse decidere di farlo partire dalla panchina, la fascia andrebbe al braccio di Mexes. È questo quello che filtra da Trigoria prima della partita col Brescia. Vista la contemporanea assenza di Totti e De Rossi, sarà il centrocampista campione del mondo ad assumere i gradi di capitano e questa, in un certo senso, potrebbe anche essere considerata una sorpresa, visto che finora il terzo in linea di successione era sempre stato Mexes. Lo scorso anno, tanto per citare i casi più recenti, contro il Bologna, nella partita che segnò la svolta del campionato giallorosso, fu il francese ad essere capitano, pur con Perrotta titolare. Il centrocampista fu tra i migliori, tanto da segnare il gol della vittoria, e mise in campo tanta personalità, apprezzata - come sempre - da tutto lo spogliatoio.

La fascia al braccio di Simone poi è una sorta di portafortuna per i giallorossi: era lui ad averla il giorno di Roma-Genoa (3-0, con tanto di gol che aprì le marcature) e fu sempre lui ad indossarla nel secondo tempo del derby del 18 aprile, quello vinto in rimonta grazie a Floccari (con la partecipazione di Julio Sergio) e Vucinic. 'Si vede - disse al fischio finale - che la fascia mi porta bene'. La speranza è che la tradizione possa confermarsi anche stasera. In un caso o nell'altro. Già, perché se invece il capitano dovesse essere Mexes si potrebbe pensare, come detto, a quel Roma-Bologna che sancì la rinascita della Roma e, soprattutto, la nascita della Roma di stampo testaccino. Quella di Ranieri, in sintesi.

Philippe ci terrebbe tanto perché sa che domenica sia lui che Juan hanno giocato al di sotto delle attese. Non è un momento facile per Rugantino: dopo aver riconquistato la Nazionale, si è trovato a fare di nuovo i conti col ritorno di Burdisso a Roma e con quelle dichiarazioni rilasciate dal ritiro francese: ('Devo pensare al mio futuro, non so cosa farò') non ha certo contribuito a rasserenare gli animi. Ranieri ci conta, lo ritiene un punto fermo della rosa, ma vorrebbe che lui e il centrale brasiliano si parlassero di più in campo, cosa che invece avviene quando c'è Burdisso. Il mister pretende che due centrali di altissimo livello come sono i due in questione rendano di più di quanto fatto negli ultimi tempi, mettendosi alle spalle qualsiasi questione extracalcistica per il bene della Roma. Il resto, come una fascia di capitano al braccio, è assolutamente secondario.

(Il Romanista)