302
Ne abbiamo persa una. Fuori la Roma dall'Europa League. Gioco, risultato e qualificazione, tutto del Siviglia. La Roma ha sbagliato in pieno la prima mezz’ora, ma anche quando ha cercato di tirarsi su è stata davvero pericolosa solo una volta. La squadra di Lopetegui ha rubato l’occhio, col palleggio, con la qualità individuale (Ocampos, Banega e Reguilon su tutti), con i continui cambi di campo, da destra a sinistra e viceversa, a Spinazzola e soprattutto a Bruno Peres è venuto il mal di testa. Fonseca non l’aveva preparata benissimo. Era stato troppo ottimista, aveva pensato che anche di fronte al Siviglia, così com’era successo nell’ultima parte del campionato, la Roma sarebbe stata in grado di gestire il gioco. Invece sono stati gli andalusi a prendere l’iniziativa lasciandola alla Roma solo nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, quando la loro intenzione era cambiata: non più possesso palla, ma sfruttamento degli spazi. 

IL BALLO DEL QUADRILATERO - La Roma era disposta col 3-4-2-1 di queste ultime settimane e in questo modo il quadrilatero centrale formato da Diawara e Cristante dietro a Zaniolo e Mkhitaryan non riusciva mai a recuperare palla per la semplice ragione che il Siviglia, come noto a tutti, attaccava con forza, qualità e velocità sugli esterni. Da una parte, quella di sinistra, era aggressivo e tecnico col trio Ocampos-Banega-Reguilon, mentre dall’altra riequilibrava la squadra tatticamente con Jesus Navas, Jordan e Suso. A destra la Roma difendeva in inferiorità numerica, con Mancini e Bruno Peres contro i tre del Siviglia: mancava il sostegno difensivo di un vero esterno anche perché Zaniolo non dava mai una mano dietro. 

UNA SQUADRA VERA - Per mezz’ora è stata rumba. Il Siviglia ha avuto almeno due occasioni (compresa la traversa che Koundé ha centrato con un colpo di testa dopo un angolo: si era distratto Ibanez) prima di passare in vantaggio con un’azione stupenda di Reguilon, iniziata da un perfetto lancio destra-sinistra di Banega, scatto del miglior terzino sinistro della Liga, con Bruno Peres e Mancini bruciati in velocità e con Pau Lopez colpevolmente in ritardo: il tiro di Reguilon gli è passato sotto la pancia. 

IL RICHIAMO DI DZEKO - Davanti non arrivava uno straccio di pallone, Dzeko è andato da Fonseca a spiegargli che così la Roma non poteva continuare. Da quel momento, in effetti, i giallorossi hanno fatto qualche passo avanti e hanno costruito la prima e unica occasione da gol con Zaniolo, il cui tiro è stato miracolosamente deviato in angolo da Diego Carlos (a proposito, la coppia centrale difensiva Koundé-Diego Carlos si è dimostrata ancora una volta fortissima). Prima del tiro, sulla stessa azione, proprio Diego Carlos aveva centrato il piede di Dzeko in area: era rigore. Il concetto del “vantaggio” (concesso a Zaniolo) di fronte a un calcio di rigore è molto discutibile. Kuipers ha poi evitato di ammonire sia Diego Carlos che Fernando per due falli su Zaniolo. 
IL CONTROPIEDE - Ora la palla era della Roma, ma lo spazio era del Siviglia e la squadra di Lopetegui l’ha sfruttato nel migliore dei modi. Da un contrasto (dubbio anche questo) fra Diego Carlos e Dzeko è partita l’azione del 2-0, il lancio da dietro è stato agganciato da Ocampos che ha saltato Ibanez (entrato male, fuori tempo, in scivolata), quasi dal fondo l’ex genoano e milanista ha messo la palla in mezzo sull’uscita di Pau Lopez ed En Nesyri l’ha spinta in rete. Ocampos era incontenibile per la difesa giallorossa. Quanto a Ibanez, già celebrato nella capitale come fosse un fenomeno, ha fatto rimpiangere Smalling, la cui perdita per la difesa romanista è stata un brutto colpo. 

CON PELLEGRINI E CARLES PEREZ - La Roma è entrata bene nel secondo tempo, trascinata in avanti da Mkhitaryan che con un diagonale di sinistro ha messo la palla fuori di poco. Il Siviglia si è ripreso con uno spunto di Ocampos, dopo un assist-scavetto di Banega. Fonseca ha cercato di ravvivare la squadra con Lorenzo Pellegrini e Carles Perez al posto di Diawara e Zaniolo. Rispetto al primo tempo, la partita era un po’ più equilibrata, anche se la Roma non è riuscita a fare un solo tiro nello specchio della porta di Bono. E’ stato il Siviglia a segnare di nuovo, con una zampata di Koundé su cross di Munir appena entrato e a sua volta messo in ottime condizioni da un altro tocco stupendo di Ocampos. La rete del 3-0 è stata annullata dal guardalinee per un fuorigioco di centimetri certificato dal Var. 

DIFESA A 4 - A un quarto d’ora dalla fine, Fonseca ha fatto la mossa tattica a cui doveva pensare prima, prima anche di cominciare...: dentro Villar, fuori Kolarov, difesa a 4 e modulo 4-2-3-1. Ma ormai la partita era andata. Il palleggio del Siviglia mandava fuori tempo il pressing, poco corale, della Roma e ogni volta che gli andalusi si presentavano palla al piede nei pressi dell’area giallorossa era un pericolo. La chiusura è stata per una splendida punizione dell’ex interista Banega con palla stampata sulla traversa, un'altra occasione di Koundé e un rosso preso stupidamente da Mancini per un fallo all'8' di recupero. Due gol buoni, uno annullato per una questione di centimetri, due traverse, almeno altre quattro occasioni, il Siviglia è sbarcato ai quarti dell’Europa League candidandosi per il titolo finale. 

​IL TABELLINO:
Siviglia-Roma 2-0 (primo tempo 2-0) 
Marcatori: 22′ Reguilòn, 44′ En-Nesyri. 
Assist: 22' Banega, 44' Ocampos. 
Ammoniti: Kolarov, Pellegrini, Carlos. 
SIVIGLIA (4-3-3): Bono; Navas, Koundé, Diego Carlos, Reguilòn; Jordàn, Fernando, Banega; Ocampos, En-Nesyri (93' De Jong), Suso (67′ Munir). All. Lopetegui. 
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Ibanez, Kolarov (78' Villar); Bruno Peres, Cristante, Diawara (57′ Carles Perez), Spinazzola; Zaniolo (57′ Pellegrini), Mkhitaryan; Dzeko. All. Fonseca. 
Arbitro: Kuipers.