Plusvalenze, qualche soddisfazione in Europa e la qualificazione in Champions. Pallotta non ha chiesto molto altro ai dirigenti che si sono succeduti in questi anni a Trigoria: da Baldini a Sabatini passando per Massara e Monchi. E fino ad agosto - nonostante l’assenza di trofei - il presidente non si poteva lamentare. Oggi però le cose sono cambiate: la Roma è ottava in classifica, in Europa è agli ottavi ma con poche speranze di andare avanti visto come ci è arrivata e soprattutto c’è una minusvalenza complessiva del parco giocatori. Tutti aspetti che fanno vacillare la figura di Monchi, arrivato come un santone da Siviglia ma finora decisamente al di sotto delle aspettative. Ecco tutte le “svalutazioni” dei suoi acquisti

PASTORE E NZONZI -  In tutto sono costati più di 50 milioni, bonus esclusi. E di ingaggio siamo sugli 8 complessivi a stagione. Due acquisti lontani dalle logiche standard della Roma visto che parliamo di due over 28 che difficilmente potranno fruttare una plusvalenza. Quello di Pastore poi è un caso che sta alimentando parecchi dubbi: perché prendere un giocatore cronicamente infortunato in un ruolo dove già c’era abbondanza. Un acquisto illogico che troverà sempre meno spazio grazie all’esplosione di Pellegrini e Zaniolo. L’unico mercato buono può essere quello cinese.  

I DISPERSI - Che fine hanno fatto Bianda, Coric e Karsdorp. Un totale di oltre 30 milioni di investimenti, praticamente il prezzo incassato dalla cessione di un senatore come Strootman. Il primo non gioca nemmeno più in Primavera e a gennaio potrebbe finire in prestito in serie B. Il croato si è affacciato due volte in prima squadra, ma non convince ancora per doti fisiche e tattiche e pure lui dovrebbe andare altrove tra un mese. Karsdorp, invece, sarà difficilmente vendibile. Il terzino olandese, pagato 14 milioni un anno e mezzo fa, ha giocato appena 2 partite dal primo minuto in giallorosso tra infortuni, ricadute e incomprensioni tattiche. Oggi ne vale meno della metà.   DUE SORRISI - Arrivano da Olsen e Zaniolo, fin qui gli unici due acquisti dell’ultima sessione di mercato che hanno ottenuto una teorica plusvalenza. Il portiere svedese sta portando con grande stile il macigno dell’eredità di Alisson (che resta superiore) mentre l’ex Primavera interista si è guadagnato i gradi da titolare e di sicuro vale più dei 4,5 milioni stimati dai nerazzurri al momento dell’operazione Nainggolan. Poi c’è Under, che però è più farina del sacco di Massara visto che i buoni rapporti con l’agente (lo stesso di Uçan) erano già stati tessuti dall’ex Sabatini. Ma c'è pure Schick di cui parleremo a parte...