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Il centrocampista della Roma Rodrigo Taddei ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. 'Sto bene, sto avendo la mia opportunità in un ruolo che era scoperto; il tecnico mi ha dato fiducia, mi sono trovato subito bene, penso di aver risposto positivamente alle sue aspettative - ha spiegato l'italo-brasiliano -. Da subito, da quando abbiamo cominciato a lavorare insieme, il mister mi ha detto che mi avrebbe fatto giocare in quel ruolo. Con lui ho un buon rapporto, come ho avuto sempre con i tecnici che ho avuto. Mi ha insegnato tanto per aiutarmi a calarmi in questo nuovo ruolo, a 34 anni si può imparare ancora. Si può imparare tutti i giorni, basta avere la voglia e la consapevolezza del valore di chi hai davanti. Sai che quello che ti dice ha una logica. Ha dimostrato di avere tanta esperienza. Garcia è un allenatore versatile, per lui non c'è un modo solo di giocare. Prepara bene le partite durante la settimana, ti spiega tutto su ogni avversario che affronti. Anche per questo la Roma quest'anno ha avuto successo. Analogie tra lui e Spalletti? Oggi ci divertiamo come qualche anno fa. Con più maturità e con la consapevolezza di avere grandi doti tecniche e fisiche. Il nostro obiettivo era fare un campionato di vertice. Nessuno se lo aspettava, e il merito dei dirigenti è stato quello di aver preso un grandissimo allenatore, che ha trovato giocatori di grande livello e di grande disponibilità, pronti a imparare. La Roma sta vivendo una stagione ricca di soddisfazioni. Speriamo di continuare così fino alla fine; il campionato non è finito, fino a quando la matematica non non ci condannerà noi ci crederemo. A breve questo club farà le cose in grande e si toglierà soddisfazioni importanti. A cominciare dallo stadio. Alla presentazione ci sono venuti i brividi a me e a tutti i miei compagni'. 
'Se fossi stato più debole a livello psicologico forse non avrei trovato spazio, per giocare partite impegnative e importanti la concentrazione la trovi da solo, ma bisogna avere la testa a posto - ha proseguito Taddei -. E' stata importante la famiglia che mi ha sostenuto nei momenti difficili, quando non trovi quasi nessuno accanto a te. L'esultanza sotto la Curva Sud dopo il gol al Parma? Un momento di grande emozione. I tifosi mi hanno sostenuto anche nei momenti più difficili, ho avuto la possibilità di contraccambiare. Ho urlato loro Forza Roma, dai Roma: ho visto l'allegria nel volto di chi avevo davanti. E' stato straordinario, se rivedo le immagini mi vengono ancora i brividi. Penso di poter essere ancora protagonista, ho la stessa voglia di quando ero bambino. Ho ancora voglia di giocare, di stare in campo. Il futuro? In questo momento non voglio neanche parlare di contratto, voglio pensare a finire bene questo campionato, dare il massimo come ho sempre fatto, poi si vedrà. Non ho mai voluto lasciare la Roma, sin dal primo giorno che sono arrivato. Avevo altre squadre, anche nove anni fa, ma sentivo che Roma era il posto dove sarei stato felice. E non mi ero sbagliato. Ho fatto una carriera degna con questa maglia e per me ancora non è finita. Ho scelto una società importante che mi ha dato tutto, che mi ha regalato emozioni uniche. Non ho nessun rimpianto. Alla Juve avrei potuto vincere di più, però quello che ho vinto a Roma non lo cambierei con nessun trofeo della Juve, con tutto il rispetto per la storia della società bianconera. Voglio continuare. Non mi sono dato una scadenza. Giocherò fino a quando il fisico reggerà, poi mi toglierò le scarpe e saluterò tutti: è stato un piacere. La squalifica di Mattia Destro? Spesso ci capita di essere puniti solo noi della Roma'.