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Roma-Udinese 0-2 

Mirante 6,5
: Con questa difesa non c’è mai una notte serena. Subito due pericoli prima del gol da innocente di Lasagna. Fondamentale nell’evitare lo 0-2 con una paratona sullo stesso Lasagna. In questo deprimente post lockdown è il migliore a spanne. Altro segnale di inquietante.

Bruno Peres 3: I due mancamenti alla mezz’ora sono tragicomici. Farebbe sorridere come uno di quei film commedia italiana anni ‘80 trasmessi in questi giorni, ma da ridere sulla fascia destra c’è ben poco. Spinge male, difende affannosamente. In panchina ci sono Zappacosta e Santon. Sono peggio di lui? Di bello non ha nemmeno i capelli. (18’st Zappacosta 5,5: prova a cancellare l’orrore di San Siro. Ci prova e basta).

Smalling 5,5: Lo si decantava coi versi di Shakespeare, oggi le sue dormite sembrano dettate dalle favole di Esopo. Tra i quattro della difesa resta il meno colpevole, ma così come su Gabbiadini o Rebic resta a guardare piuttosto che attuare quel mutuo soccorso di Garciana memoria. Capiamo la sua demoralizzazione. Forza. Nella ripresa si rivedono sprazzi del vero Smalling anche se fallisce un colpo di testa in avanti.

Fazio 4: Il Comandante (fa scena chiamarlo così) torna sul ponte dopo mesi di assenza, ma la nave è abbondantemente fuori rotta. Lo è anche lui tanto che dopo 10 minuti regala un angolo all’Udinese prima di regalare una manciata di metri a Lasagna in occasione del vantaggio friulano. Inadeguato per il calcio di Fonseca. Finisce coi crampi. (27’st Ibanez 5,5: entra in tempo per guardare Nestorovski festeggiargli davanti).

Kolarov 4,5: Scivola, arranca. Si fa sentire l’età, si fa sentire il caldo, si fa sentire soprattutto il malumore di un’altra stagione buttata alle ortiche. Si arrabbia col raccattapalle, dovrebbe arrabbiarsi con sé stesso. Nella ripresa, da capitano, prova a suonare la carica. Ma dopo due soffiate si rimette a sudare su Larsen. Non serve solo un terzino destro.

Cristante 5: Dopo mezz’ora arriva lo squillo con una traversa alta. Prima il telefono dava perennemente occupato anche se rispetto a Diawara ha provato timidamente a superare la linea nemica con verticalità e (poca) intraprendenza. E’ uno dei pochi a cercare di svegliare la squadra. Pensa un po’ come sta messa la Roma.

Diawara 4,5: Cambia fronte di regia con Cristante in più di un frangente, ma il risultato non cambia. Poche intuizioni, un senso di smarrimento e tanta paura di commettere il terzo errore di fila. Unica nota: il passaggio per Perez. Forse l’operazione non andava rinviata. Sembra tutto un altro giocatore rispetto a quello discreto intravisto a fine 2019. Esce quando sembrava dare piccoli segnali di risveglio. (18’st Villar 5,5: prende un giallo e rimpiange il mancato esordio all’Olimpico. L’Erasmus continua)


Perez 6: Ci accorgiamo di lui nel primo tempo per una conclusione da fuori verso la mezz’ora. Il resto è un po’ di jogging, qualche smorfia.. Meglio nella ripresa quando per poco non beffa Musso sotto le gambe prima di provare un bel tiro da fermo. Almeno ci prova anche se a Barcellona tra i tanti problemi che ci sono ora il rimpianto di Carles non rientra proprio.

Perotti 2: Ieri aveva detto che detesta gli infortuni. Poi rischia di provocarne uno gravissimo a Becao che gli costa il rosso. Prima di quello il “capitano” di giornata si era fatto notare solo per un paio di mancati affondi nel ruolo incomprensibile di treuqartista disegnato da Fonseca forse esausto dal vedere il solito Pastore. Colpa del campo duro? Bocciatura totale, inappellabile soprattutto per uno che in rosa guadagna più di Zaniolo. La sua esperienza con la Roma deve finire da tempo. Peraltro quando esce i giallorossi giocano meglio.

Under 6: Non è in condizione, ma gioca titolare. Peraltro a sinistra dove ha giocato solo 5 volte in carriera. Si fa notare per due conclusioni da Cencio vecchia maniera deviata da Musso e alla fine dell’armata Brancaleone offensiva risulta il più acceso. Il Napoli lo aspetta, la Roma potrebbe rimpiangerlo. Di certo non se l’è vissuto bene nell’ultimo anno e mezzo. Fare uscire il migliore (chiamiamolo così) è l’ennesima mossa insensata di Fonseca.  (1’st Mkhitaryan 5: entra da ammonito dopo le proteste in panchina. Non dà nulla. Un cambio di cui si poteva fare a meno).

Kalinic 4: Nel dubbio sbaglia. Dopo 3 minuti ha un’occasione d’oro, ma prima di spararla nella Nord vuota la tocca di mano. Poi si mette quasi a fare il difensore aggiunto per l’Udinese. Ci si domanda per tanti minuti perché giochi lui e non Dzeko. La risposta la darà Fonseca. Gli anni belli di Firenze sono un ricordo ancestrale. (27’st Dzeko 5,5: subito un bel passaggio per Zappacosta, ma i miracoli riuscivano solo a Totti).

Fonseca 4: Un undici così scarso non si vedeva da secoli a Roma. Scelte dettate un po’ dal turn over e un po’ dalla voglia estrema di stupire. A cambiare non è il modulo, ma ben 8 giocatori perchè pensa (erroneamente) che tutto si giochi col Napoli. Molti fuori forma, molti fuori ruolo, tanti fuori di testa nel senso che i pensieri sono altrove. Il primo tempo spinge molti tifosi a cambiare canale, ad altri a rimpiangere il peggior Andreazzoli. Nella ripresa solo la mediocrità dell’Udinese porta la partita fino al 33’. La crescita tanto decantata è una fantasia alla Marvel. Crescono solo vergogna, distanza in classifica e paure sul futuro.
UDINESE

Musso 6,5: Replica l’ottima prova di Bergamo con due parate provvidenziali su Perez e Under. Nella ripresa evita la papera chiudendo le gambe nel momento giusto su tiro dello stesso Perez.

Becao 6,5: Rischia la frattura sull’intervento di Perotti, per il resto è senza macchie.

Nuytinck 6,5: Di testa e di piede, si prende Kalinic e non lo molla un attimo.

De Maio 7: In costante anticipo sull’avversario, e quella chiusura su Perez nella ripresa che vale mezzo gol.

Stryger Larsen 6,5: Vince il duello con Kolarov, ma nella ripresa finisce l’ossigeno nei polmoni. (36’st Samir ng)

Walace 6,5: Meno appariscente di Fofana, ma oggi ha fatto la sua bella figura. (12’st Fofana 7: incide molto per chiudere i giochi)

Jajalo 6: Non straripa, ma fa il suo mantenendo i giusti equilibri.

De Paul 6,5: L’assist involontario per il gol, due recuperi difensivi e un galleggiamento tra i reparti che basta a mandare ai matti il centrocampo romanista. Ripresa in calo e si divora il raddoppio due volte. Errori che potevano pesare, ma si riscatta dopo poco con un nuovo assist che chiude i giochi.

Zeegelaar 6: Giallo dopo solo 10 minuti, ma non lo condiziona per il resto della partita. (20’st Ter Avest: cambio azzeccato)

Okaka 6: Ci prova col tacco in un amarcord di qualche anno fa proprio con la maglia della Roma. Poi ha tante occasioni in contropiede ma sembra emozionato. Brutto errore sottoporta nella ripresa. (20’st Nestorovski 7: fa tutto ciò che manca a Okaka. Segna e chiude la partita)

Lasagna 7,5: Terzo gol in 4 giorni, uno stato di forma straordinario. E una finestra sulla Nazionale. Esce per affaticamento. (1’st Teodorczyk 6: non la stessa verve )

Gotti 7: Vittoria fondamentale per una salvezza che si meriterebbe. Con un Lasagna così è più facile, con una Roma così malridotta ancora di più.