Il filo sottile che si snoda su 2 partite, forse quattro. Nell’ordine: Frosinone, Lazio, Plzen ed Empoli. Questo lega ancora Di Francesco alla panchina della Roma in una città che ribolle di rabbia e che non crede nella reazione della squadra. Il ritiro punitivo, intervallato da visite familiari, è iniziato domenica notte e potrebbe servire per ritrovare qualche stimolo. Ma le parti sembrano troppo distanti: Pallotta non crede più in Di Francesco, l’allenatore ha bocciato il mercato della società e i senatori non hanno gradito l’eccessivo aziendalismo di Eusebio. Caos, tutti remano da parti diverse. E così la barca si arena. 


LITI E DISSAPORI - Il nervosismo è palpabile, e a Bologna non è passato inosservato un litigio tra Florenzi e Dzeko. I due non si amano, basti ricordare che il 19 marzo scorso il bosniaco fu placcato da Kolarov che evitò un faccia a faccia tra i due dopo un mancato passaggio di Florenzi. Ma - secondo La Stampa - anche degli spogliatoi del Dall’Ara si sono sentita urla tra senatori, il tutto a pochi giorni dalla lite tra Karsdorp e Di Francesco. I giovani poi non sembrano ancora aver capito dove si trovano. Ma l’amarezza di Dzeko o Manolas nasce soprattutto dalle cessioni illustri. Su tutte quella di Strootman a mercato chiuso, da quel giorno in poi è sparita la Roma. 

PANCHINA IN BILICO - Di Francesco non è riuscito a placare gli animi, anzi le sue dichiarazioni che hanno scaricato la responsabilità della cessione di Strootman sul giocatore lo hanno reso vulnerabile nello spogliatoio. A tutto questo si aggiunge la confusione tattica e scelte di mercato evidentemente non condivise. Lo dimostrano l’utilizzo di Marcano come terzino sinistro e le tribune per Kluivert, Coric e Karsdorp. Ieri la dirigenza ha ribadito alla squadra che la sua posizione è saldissima, ma è sembrato più che altro un discorso motivazionale. Per questo, se non dovesse arrivare una improvvisa reazione, Di Francesco potrebbe essere esonerato entro metà ottobre. I nomi per sostituirlo sono noti: Montella, Sousa, Blanc ma anche Donadoni. Il primo sembra in pole perché conosce l’ambiente e perché avrebbe il supporto di Totti e De Rossi. Sousa piace a Franco Baldini, ma per liberarsi dal Tianjin Quanjia   deve pagare una forte penale. C’è il sogno Antonio Conte, che però difficilmente accetterebbe la politica societaria americana.


ANCHE MONCHI RISCHIA - Il direttore sportivo sembra molto provato dalle critiche e - viste anche le sirene del Barcellona - potrebbe meditare l’addio. La decisione sull’eventuale esonero di Di Francesco e sul nuovo allenatore la prenderebbe Baldini. Anche per questo Monchi avrebbe minacciato le dimissioni in caso di licenziamento del tecnico. Era già accaduto con Sabatini-Spalletti. La storia potrebbe ripetersi.