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Una Roma alla Mourinho o una Roma messa in difficoltà dal Torino? La prima che hai detto, direbbe il 'Quelo' di Corrado Guzzanti. Cioè, almeno è questa l'impressione che ho avuto guardando a una partita certo non bellissima, tutt'altro, ma mourinhana nel senso più puro e crudo del termine.

Ok, ok, farsi prendere dall'entusiasmo per una vittoria contro la peggior squadra (oltre al Genoa) in trasferta del campionato non sarebbe cosa buona e giusta, ma aldilà di statistiche e punti il Toro di Juric è squadra solida, compatta, certamente con un gran bel problema là davanti, considerando i continui problemi di Belotti e le alternative (tipo Zaza) certo non all'altezza.

Detto questo, la Roma mi è piaciuta per come ha interpretato il campo e, soprattutto, l'esigenza di fare di necessità virtù. Sapevano, i ragazzi di Mou, di essere messi su un po' con la colla un po' con lo scotch, se mi passate questa visione da cartoleria, in particolare a centrocampo dove l'emergenza diventa esigenza e capacità di inventare soluzioni. E allora abbiamo visto Micky e Perez fare gli interni, abbiamo ammirato un El Shaarawy che sempre più ricorda il Marco Delvecchio dell'era capelliana, un Tammy che ha difeso (anche) come l'ultimo dei mediani dopo aver segnato un gran gol, alternandosi con Zaniolo nelle pieghe del sacrificio.
Insomma, non una Roma estetica né spettacolare, però bellissima dal punto di vista della dedizione. Ho visto la partita con alcuni amici e riporto un commento che, forse, abbraccia una fetta di romanisti che guardano al pratico e poco allo spettacolo, ricordando che «la Roma di Ottavio Bianchi mica era bella, però quanto era tosta e vinceva le partite anche così!». Un pensiero che riflette il bisogno di sostanza, dopo anni di illusorie aspettative (anche) sul piano del calcio estetico.

Del futbolismo che doveva trarre linfa vitale e possibilmente vincere prendendo spunto da schemi disegnati con la matita dello spettacolo. Il Mourinho d'assalto, con trequartisti terzini offensivi e tutto il resto non mi aveva convinto, pur essendo partito benissimo. Non mi fraintendete: intelligentemente aveva cercato la via offensiva tenendo conto della rosa a disposizione. Ora sta praticando la sua via più congeniale e mi sembra che la squadra stia rispondendo come deve.

Gioisco, infine, per quel ritorno di Zaniolo in mezzo e non sul lato del campo, a prescindere dai dieci metri più avanti o più indietro. Alla prossima.