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La sventura napoletana la si può leggere in diversi modi. Uno di questi, il più pessimistico e tranciante, richiama alle parate di Pau Lopez: non ci fosse stato lui sarebbe finita nell'archivio di Gattuso molto prima. Oppure si può dire il contrario e cioè che la prestazione, soprattutto rispetto alle precedenti, non è stata poi così male: Roma più logica, in partita fino alla fine.

Eppoi ci sono le vie di mezzo. Esempio: Sì però la Roma ha tirato in porta più o meno quattro volte, due delle quali dopo estemporanea sgroppatona di Pellegrini e Mkhitaryan-gol. Quindi, una sorta di Roma casuale. Questo per dire che in situazioni di sfascio totale, le sfaccettature della crisi possono mostrare il loro aspetto cupo o, incredibilmente, specchiarsi in un lampo di ottimismo.

Ok, d'accordo, ma c'è da essere ottimisti dopo aver visto quattro partite della Roma brutte oltre il brutto? Mai, in una di queste gare, si è avuta la netta sensazione che la Roma potesse vincerle. Poi, certo, è successo con la Samp, ma solo grazie a due lampi straordinari di Dzeko. In questi casi, il termine più abusato – di più insopportabilmente antico – è: Roma in caduta libera.
Però libera da cosa? Non da una proprietà che prima o poi se ne andrà senza aver vinto nulla di nulla, in una situazione economico-finanziaria tragica e una squadra da ricostruire. Non dalla necessità di vendere i suoi pezzi migliori. Che non possono essere mica Under e Kluivert, due buoni giocatori (per ora, qui alla Roma...) e niente più. Sul mercato probabilmente finirà Pau Lopez, proprio lui, il Salvatore di Napoli, ma certo non basterebbe la sua cessione. Poi, Pellegrini ha la clausola, Dzeko ha un'età e si arriva dritti, dritti a Zaniolo. E anche qui.

La Roma non è libera. Non può permettersi di urlare urbi et orbi che Zaniolo è il simbolo della Roma che verrà, sennò lo avrebbe già fatto. Nessuno, dico nessuno, né Pallotta né i dirigenti, che abbia detto: «Zaniolo è incedibile». Lui che studia da Totti e De Rossi e sarebbe il giocatore da cui ripartire, sia tecnicamente che nel tentativo di ricreare feeling tra club e gran parte della tifoserie. Ma tant'è. C'è però ancora da sostenere la squadra per l'Europa League, senza però concederle più alibi. E c'è da fare il tifo affinché Jim Pallotta trovi finalmente un acquirente per la cessione del club, per la sua e la nostra soddisfazione. Perché è chiaro a tutti come l'avventura di un americano a Roma – questo americano, poi vedremo chi arriverà – si stia trascinando ben oltre i titoli di coda.