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Con tutti gli alibi del caso – che poi nel calcio lasciano il tempo che trovano, sacrificato alla Dea classifica come è giusto che sia – dalla difesa decimata alle assenze di big come Veretout, Paulo Fonseca ha scritto un'altra brutta pagina di Roma contro il Sassuolo che un collega di quelle latitudini ha definito “Non il Sassuolo B, ma il Sassuolo C”. Sì, alta brutta pagina che significa tirare fuori il fazzoletto e dire ciao ciao alla zona Champions, con il sorpasso della Lazio da mettere nel bilancio, cosa che non fa mai piacere da queste parti.

Brutta Roma, squinternata, fragile e pure fortunata, perchè soprattutto nel primo tempo, il Sassuolo se n'è mangiati di gol facili. Poi però, la fortuna ha girato dalla parte della Roma e a un certo punto si pensava anche di poterla vincere, diciamo la verità, senza meritare troppo, in considerazione degli sprechi sotto porta dei dirimpettai. Fonseca ha tenuto in panchina Dzeko per preservarlo in vista dell'Ajax? Ma per favore! C'è la Champions da rincorrere e ti ripresenti senza il tuo giocatore migliore e ancora con Borja Mayoral? Continuo a chiedermi come si faccia a tenere in disparte uno come Edin in una squadra come la Roma, che certo non dispone di tutti 'sti gran fuoriclasse. In ogni caso, così è. E poi, non capisco: il quarto di finale di Europa League è davvero più importante dei soldi della Champions? Se così fosse ne sarei non felice, ma molto di più, perché significherebbe il ritorno a quel calcio puro e romantico finito nel tritasogni del dio danaro, quello di quei presidenti che ti dicono che tra una qualificazione Champions che porta la grana e una coppa, beh, meglio la grana.
Se i silenziosissimi Friedkin hanno dato l'input verso il trofeo internazionale, ragionando più sull'ipotesi di prestigio che sulla grana, beh, chapeau non una, ma due volte. In ogni caso, avendo acchiappato un punto nelle ultime 3 e 14 punti in 10 gare nel girone di ritorno, credo che Fonseca abbia in ogni caso firmato il suo addio alla Roma. E la cosa, sinceramente, mi pare più che logica. D'altra parte, il calcio è fatto di obiettivi e se la piazza Champions, come sembra, non dovesse arrivare un'altra volta, arrivederci e grazie. E senza grossi rimpianti, alla fine, almeno da parte mia.