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Mi sono preso qualche ora per godermi il coupe de theatre di Dan e Ryan Friedkin. Magnifico. Geniale. Una specie di scacco matto in una mossa. Prendere Mourinho in questo modo, riuscendo a mimetizzarsi completamente e a tappare ogni spiffero trigoriano ha veramente dello straordinario. E non solo. Sospetto (e anche qualcosa in più, diciamo così...) che la storia del Sarri praticamente fatto, aldilà delle golosità giornalistiche che hanno portato a sbilanciarsi un po' troppo, non sia stato altro che un finto bersaglio sganciato dai Friedkin e dal general manager Pinto per distrarre media e piazza e colpire in zona Mou.

Questo non vuol dire che il Comandante ex Juve e Napoli non sia stato nel mirino della Roma. Anche perchè poi la disponibilità di Mou, esonerato dal Tottenham lo scorso 19 aprile, era roba dell'ultima ora. La mossa è comunque geniale, intelligente, definitiva. In un sol colpo i Friedkin hanno preso un grande allenatore e soprattutto quel che da tempo manca a Roma: un capopopolo in grado di risollevare orgoglio e anime, un guerriero che ama l'uno contro tutti, senza alcun timore di dichiarare guerra agli 'squadroni del Nord' così come si definivano un volta. Dal punto di vista della piazza e di un ambiente depresso dall'era Pallotta e dal fallimento della Roma di Fonseca, è un colpo magistrale. E lo è anche dal punto di vista della programmazione societaria, perchè è chiaro come prendere Mou sia lo specchio del voler puntare in alto.
Questo non vuol dire però, che domani la Roma prenderà Kane, Marquinhos, Pavard o Bruno Fernandes. Butto lì quattro nomi a caso per dire che l'arrivo di Mou porterà certamente qualche giocatore forte - considerando che Josè ha alle spalle un agente che si chiama Jorge Mendes, non uno qualunque direi... - magari a parametro zero, ma non mi aspetto assolutamente una campagna acquisti che non sia incastonata nello schema 'i conti prima di tutto'. Però, far firmare un triennale a Mou significa avere le idee chiare sul ponte da costruire, pur con pazienza e con un po' di tempo a disposizione. E adesso è lecito sognare, senza più mezze figure in panchina e giocatori importanti messi ai margini. Sappiamo bene quanto Mourinho sappia diventare un tutt'uno con la squadra, come tutto sia “o con me o contro di me” sia all'interno del gruppo che verso l'esterno. E poi, quanto sarà divertente l'incrocio con Conte e l'Inter? Con la Lazio? Con la Juve, figurati. Immaginate soltanto la conferenza stampa della vigilia di queste partite. Spettacolo puro. E non vedo l'ora di godermelo in prima fila. Benvenuto, Josè.