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Quando si parla tanto, troppo, di futuro, vuol dire che non s'intravede. Ed arriva l'abulia, la paura, il nervosismo. E' la fotografia della Roma dell'ultimo semestre.
La cessione della società non avviene in tempi rapidi ed in estate non è stato svolto il mercato desiderato. Per fortuna, sul gong, arriva Borriello, segna contro il Milan e la baracca non affonda. Altrimenti racconteremmo di un presente ancora più incerto. Gli scherzi del destino: dopo anni in cui si è sentita nominare molto spesso la parola progetto, il 2010 giallorosso si è evoluto all'insegna dell'improvvisazione.

Ad aprire le danze, Adriano. Più che un acquisto, uno spot orchestrato dalla società per calmare una piazza sempre più desiderosa di nuove aspettative. Non sempre, tuttavia, le campagne pubblicitarie vanno a buon fine. Centodieci chili sono troppi anche per una società in austerity. Allora eccolo Borriello e chissenefrega di Ranieri lasciato a corto di esterni per il suo 4-4-2. L'arrivo del centravanti, salutato con gioia dai tifosi, si rivela una delle cause più importanti delle alterne fortune di questa prima metà di stagione.

Borriello, infatti, dimostra immediatamente il suo valore realizzando gol importanti in campionato ed in Champions, ma allo stesso modo sconvolge la vita di Trigoria. Adriano vede, in principio, tramortito il suo desiderio di rinascita, Vucinic chiede l'aumento per rimanere. Il tecnico, a sua volta, entra in confusione, non trova l'alchimia giusta e si è attrae le antipatie di tanti componenti della squadra, in primis dei senatori che gli contestano le idee di gioco.

La Roma, così, perde tantissimo tempo per rimettersi in sesto: arrivano sconfitte dolorose e lo spogliatoio si spacca definitivamente. il dolore di non essere in grado di metter in pratica la propria bravura contribuisce l'insorgere di litigi ed incomprensioni. Si reputano delle prede ma si accorgono ancora una volta di essere degli inseguitori senza speranza. La prima vittoria in trasferta della stagione, contro la prima in classifica, giunge come l'ennesimo sberleffo.

L'obiettivo, infatti, è dichiarato da tempo: raggiungere almeno il quarto posto in campionato ed andare avanti il più possibile in Champions League. Ecco la triste realtà: la Roma sebbene sia una squadra di calcio, non punta alle vittorie. Per sopravvivere ha bisogno di piazzamenti, di soldi. Per sentirsi bella e prepararsi a tornare grande, un giorno.