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Il 2016 romanista è stato un anno caratterizzato dai tanti cambiamenti. Via Garcia a gennaio, dentro Spalletti. Via Sabatini, promosso Massara. Via Italo Zanzi, si punta sull'ex rossonero Umberto Gandini. 
Quello che non cambia mai sono i risultati. La Roma non vince nulla. Sì, è vero, nell'anno solare i giallorossi hanno conquistato 86 punti, uno dei migliori risultati di tutta Europa dietro le super big Real, Barcellona e Juventus, ma alla fine a cosa sono serviti?
Durante la gestione americana, la Roma non è ancora riuscita ad alzare un trofeo. Non ci si aspetta di vincere uno scudetto, nonostante i proclami societari che non mancano mai, ma perlomeno una Coppa Italia. Eppure niente, dalle parti di Trigoria non si riesce a festeggiare. Una sorta di maledizione giallorossa non permette a Totti e compagni di regalare una gioia ai tifosi. Squadre meno attrezzate ci sono riuscite, la Roma a stelle e strisce finora mai. 

I giallorossi in questo 2016 sono anche riusciti a fallire i due appuntamenti determinanti del secondo semestre: il preliminare contro il Porto e lo scontro diretto a Torino contro la Juve di poche settimane fa. Danni economici - il primo - e al morale che si potevano evitare. 
Anche il mercato lascia un retrogusto amaro. Alla luce di questi primi mesi di campionato, gli acquisti di Fazio e Emerson Palmieri sono quelli che, partendo quasi nell'anonimato, si sono rivelati maggiormente azzeccati. Lo stesso non si può dire per il gioiellino Gerson (quasi 19 milioni investiti su indicazione di Sabatini), di Juan Jesus (10 milioni) venuto a Roma per fare il titolare o quasi e invece spesso e volentieri seduto a riscaldare la panchina, Vermaelen e Bruno Peres da cui francamente ci si aspettava di più. Un investimento che probabilmente mostrerà i suoi frutti nella prossima stagione sarà Alisson. Il portiere della nazionale verdeoro ha trovato la porta chiusa da Szczesny - voluto fortemente da Spalletti - e si deve accontentare dell'Europa League in attesa della prossima stagione. 

Ora la rogna maggiore per il in nuovo ds Massara sarà quella relativa al vice Salah con l'egiziano impegnato in Coppa d'Africa. Il vincolo che il delfino di Sabatini dovrà rispettare sarà quello legato al bilancio. La Roma dovrà spendere diverse decine di migliaia di euro a giugno per pagare i riscatti obbligatori e non si può permettere, almeno per il momento, ulteriori investimenti. Il ds si dovrà accontentare dei 6 milioni che con ogni probabilità arriveranno dal Torino di Cairo per il riscatto anticipato di Iago Falque. Con quelli e con la possibilità di prendere qualche giocatore in prestito, si tapperà il buco lasciato aperto dalla partenza di Salah e magari si rinforzerà il centrocampo. In attesa dei soldi della prossima Champions e chissà, magari di qualche trofeo.