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Nasce, cresce, corre. E poi ancora crossa, fa segnare ma soprattutto segna anche lui. Al San Mamés, magari, cuore romantico d'Europa diventato il palcoscenico dell'ascesa definitiva di Matteo Darmian. Venticinque anni e la sensazione che il meglio debba ancora venire. Perché il gioiello che ha per le mani il Torino è di quelli da bottega vera: con i terzini di spinta in via d'estinzione, Darmian è un'eccezione gradevolissima. Ventura lo ha plasmato e fatto diventare grande dopo la crescita nelle giovanili del Milan e il passaggio dal Palermo, a Milanello c'è chi si mangia le mani per aver lasciato andare con così tanta semplicità un prodotto rossonero che oggi farebbe comodo, eccome. Perché il buon Darmian è uno che ci sa fare, lo sta dimostrando da anni in Italia e ormai anche a livello europeo, dopo un Mondiale intrigante che aveva fatto intravedere qualcosa. Sforna cross, trova gol pesanti, sa giocare su entrambe le fasce ed è leader di un Toro che nella sua professionalità, educazione e grinta vede incarnati i propri valori. Uno buono in campo come fuori. Uno da prendere, insomma. 

Non ditelo ad Antonio Conte: lo voleva alla Juventus da tempo, troppo delicato però scippare un altro gioiello al Toro dopo l'affaire Ogbonna. Eppure la duttilità e la continuità di rendimento di Darmian lo hanno sempre affascinato, tanto che adesso se lo coccola a Coverciano. Chi se lo contenderà sono i club di Serie A, senza escludere sorprese dall'estero. Perché per Darmian c'è dietro l'angolo un'estate piena di voci, tentativi, assalti. Un'estate alla Cerci, per intenderci. Corteggiato per mesi dal Milan, accarezzato per due settimane dalla Roma prima che prendesse Iturbe, balzato nei pensieri di Mazzarri per l'Inter prima di firmare con l'Atlético Madrid di Simeone. Asta e sorprese dietro l'angolo, tutti pronti a telefonare al presidente Cairo. Uno che sarà #braccino, sì, ma i suoi gioielli non vuole mai svenderli. Tanto che se Immobile, Ogbonna o lo stesso Cerci oggi valgono sicuramente meno delle cifre a cui sono stati venduti non è un caso... 

Un altro grande estimatore di Darmian si chiama Walter Sabatini: il direttore sportivo della Roma si sta già guardando attorno da tempo per il dopo Maicon, l'altro granata Bruno Peres piace molto ma per Matteo c'è sempre un occhio giallorosso vigile. Pur sapendo che prenderlo non sarà una passeggiata, anzi. Perché guarda un po', proprio quel Milan che lo ha lasciato andare con leggerezza cercherà rinforzi sulle fasce per giugno e a Darmian sta pensando da un pezzo. Perché nella filosofia degli italiani imposta da Berlusconi sarebbe ideale, pure prodotto rossonero, con Antonelli sarebbe quasi un quadro perfetto. Non fosse per i (tanti) soldi che chiederà Cairo, dai 12/13 milioni a salire di settimana in settimana, se Darmian dovesse continuare così. Con gli osservatori esteri a seguirlo sempre e un altro allenatore innamorato della sua disciplina tattica mista a qualità in ogni giocata; quel Roberto Mancini che nella sua lista dei desideri per l'estate scriverà anche il nome di Darmian, c'è da giurarci. Perché un acquisto a destra arriverà, a salutare sarà Jonathan e con il Toro c'è in ballo il discorso Benassi, altro prospetto in comproprietà. Anche l'Inter chiederà informazioni. Non sarà né la prima, né probabilmente l'ultima nell'estate di Darmian... 

Fabrizio Romano