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Icardi e l'Inter, insieme fino al 2019. L'assioma di mercato dei giorni scorsi ha rimbombato in continuazione. Sì, ma da quando? E perché Maurito ancora non ha ufficialmente firmato il suo nuovo contratto? Qualcuno inizia a chiederselo. Ebbene, a tutto c'è una spiegazione. Che si aggira sotterranea negli uffici di Corso Vittorio Emanuele, sede dell'Inter, luogo dell'incontro tra Piero Ausilio e Abian Morano all'inizio di questa settimana. Dove l'accordo praticamente totale per firmare il nuovo accordo è stato trovato: scadenza nel 2019 per circa 2,8 milioni di euro a stagione, con bonus facilmente raggiungibili - ma anche uno al raggiungimento di quota 25 gol e uno per l'eventuale titolo da capocannoniere - che porteranno Icardi a sforare i 3 milioni e diventare il giocatore più pagato dell'Inter.


Cifra fissa molto alta, dunque, in virtù di un fattore: i diritti d'immagine di Maurito verranno completamente gestiti dal suo entourage, al 100%. Cosa poco sottolineata e decisamente particolare, visto che Erick Thohir ha improntato la sua politica di marketing sull'immagine dei giocatori più importanti in pugno al club. Perché Icardi no? Semplice, la richiesta di ingaggio per lasciare tutti i diritti alla società sarebbe stata attorno ai 4 milioni. Troppo per il tetto dell'Inter, ad oggi. Ma dall'entourage di Icardi filtra stupore per la scelta del club. Comprensibile: in ogni campagna pubblicitaria che riguarderà la squadra, Maurito non ci sarà. O meglio, l'azienda dovrà trattare privatamente col suo entourage. Un boomerang per l'Inter, che sa bene quanto Icardi sia una macchina da soldi in termini di sponsor.


L'argentino è già circondato di pubblicità fisse attorno a sé, presto avrà un nuovo sponsor ricchissimo dalla Cina e il suo incasso complessivo ad oggi sfora abbondantemente i 2 milioni di euro incassati grazie ai marchi che hanno scelto la sua immagine. Lo stupore di chi circonda Mauro è legittimo; basti pensare che il Real Madrid fa vivere larga parte dei propri introiti sull'immagine dei suoi giocatori più rappresentativi, tanto che si è reso conto eccome delle potenzialità di Icardi anche a livello di sponsorship. Perché 19 gol, quasi 2 milioni di followers sui social network, il record come maglia più venduta tra i tifosi nerazzurri e i 2 milioni e passa di incasso dagli sponsor fanno di Maurito una miniera d'oro che l'Inter non sfrutterebbe, se dovesse chiudere proprio lasciando il 100% dell'immagine al giocatore e non virare su una suddivisione a cui inizialmente si era pensato.

Ma fin qui, tutto a posto. Perché però Mauro non firma ancora? Perché come l'Inter non poteva concedergli quei 4 milioni di ingaggio fisso, ad oggi non vuole iniziare a pagare a Icardi lo stipendio al rialzo da subito. La proposta del ds Ausilio è di convalidare il rinnovo da luglio con nuovo salario, perché il tetto è stato già appesantito dai nuovi acquisti di gennaio come dal rinnovo di Kovacic; dall'entourage di Icardi invece lo pretendono subito, proprio come è stato per Mateo. Ma l'Uefa tiene d'occhio i conti dell'Inter, eccome; non ci si può permettere strappi, per questo c'è ancora stallo sulla firma definitiva di Maurito. Da quando partirà il suo contratto? E come verrà risolta la strana questione dei diritti d'immagine? Due domande a cui dare risposta entro fine mese, domande che girano attorno a Icardi, con l'accordo per il rinnovo con l'Inter in pratica già pronto, fatto e finito. Ma anche con il Chelsea (e non solo) che continua a osservarlo ogni domenica. A prescindere da assiomi e firme...

Fabrizio Romano