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Quando fiuta l'affare, va dritto. Strategia e affondo. Metodo Walter Sabatini, caccia continua ai talenti con il radar sempre acceso, un po' come la sua sigaretta. L'amaro in bocca dell'eliminazione di ieri sera, per la sua Roma, è stato alleviato solo dando un occhio ai suoi giovani, qualche ora prima. Torneo di Viareggio, sfida agli argentini del Belgrano, Alberto De Rossi manda in campo da titolare in mezzo al campo l'ultima intuizione di Walter, sempre divertito dallo scovare i gioielli migliori a livello giovanile. Maglia numero 18 sulle spalle, nel cuore del centrocampo, su un terreno di gioco in condizioni imbarazzanti. Eppure spunta lui, al debutto neanche una settimana dopo aver firmato con la Roma, sognando l'Olimpico e il calcio dei grandi: José Machin, da quando è piccolo soprannominato Pepin dagli amici, diminutivo appiccicato addosso a un talento da stropicciarsi gli occhi.

Così reagivano al Barcellona, dove Machin è cresciuto insieme a Mamadou Tounkara, oggi stellina dall'altra parte della Capitale, alla Lazio. Alla Masìa è diventato grande, questo centrocampista classe '96 di personalità, buonissima visione di gioco e piedi da giocatore vero. Guineano con passaporto spagnolo, paragonato sin dai suoi primi giorni al Barça a Yaya Touré, fisico imponente eppure facilità di gioco impressionante. Deve crescere e sgrezzarsi, naturale, eppure nel suo passaggio al Malaga - dove lo ha pescato la Roma - ha iniziato una crescita importante. Diciannove anni, testa alta col pallone tra i piedi in mezzo al campo nel juvenil e anche il gol facile.
Forse un acquisto poco reclamizzato. Eppure Walter Sabatini ci ha lavorato per giorni in gran segreto a Trigoria, insieme all'agente del ragazzo, Nunzio Marchione. Per portare a termine una strategia studiata da mesi: la prima offerta al Malaga in estate per Machin, in scadenza di contratto nel prossimo giugno. Rifiutata. E allora l'attesa, intanto il ragazzo seguito dagli scout giallorossi e poi il mancato rinnovo col Malaga che ha costretto il club spagnolo ad accettare la proposta della Roma. Che si è presa José Machin soffiandolo a una concorrenza importante: l'Atlético Madrid è stato a un passo dal prenderlo in estate, il Tottenham lo voleva a gennaio. Con un retroscena: due anni fa, un provino con il Milan per lui, direttamente a Milano. Ma niente da fare, problemi burocratici e operazione saltata. Pepin poteva essere rossonero, due anni dopo invece c'è la Roma.

Perché Sabatini ha voluto chiudere col sì del giocatore e bruciare gli altri club, proposto anche all'Inter: accordo a costo basso vista la scadenza del contratto e firma fino al 2019, un'operazione impostata da mesi proprio come la Juventus fece per Paul Pogba. Ovviamente non siamo ai paragoni con l'eccellenza, chiaro; ma lo stile di affare è quello, Sabatini spera di aver preso un talento. Sceso subito in campo con la Primavera, il debutto col Belgrano è stato ottimo: partita finita 0-0, campo impresentabile eppure Pepin ha saputo dialogare coi compagni, giocare con personalità, gestire bene la mediana giallorossa. Sono i primi passi, naturale. Ma presto potrà allenarsi in prima squadra, sognando De Rossi e sulle orme di Yaya Touré. I piedi sono scuola Barça, per Machin garantisce la Masia. E Sabatini, l'uomo che fiuta gli affari...