65
Sotto accusa. Nella sconfitta contro il Real Madrid, macchiata dall'errore dell'arbitro Stieler, c'è stata un'altra nota stonata, la prova del 72 nerazzurro, senza dubbio il peggiore in campo. Solo trentuno minuti giocati, trentuno minuti, il tempo passato dal suo ingresso in campo al posto di Muriel, all'11esimo del secondo tempo, alla sua uscita, al 42esimo, per fare spazio a Malinovskyi, di nulla. Atteggiamento superficiale, poca corsa, tanti palloni persi (ben 12) e la sensazione di affrontare un ottavo di Champions League contro la squadra più vincente della storia come se fosse il calcetto del lunedì. Gasperini dopo averlo ripetutamente ripreso, anche a favore di camera ("Datti da fare invece di alzare le braccia") ha deciso di cambiarlo.​ Lo sloveno, per tutta risposta, è andato dritto negli spogliatoi visibilmente nervoso.

NON E' LUKAKU - Non è stata la sua serata migliore, non ci sono dubbi, ma nessuna sorpresa, anche se di fronte c'era il Real Madrid. Ilicic è questo, prendere o lasciare. Genio discontinuo, è stato così per tutta la carriera e difficilmente cambierà a 33 anni suonati. Anche se giocasse in una big (non) "sarebbe al livello di Lukaku, Ibrahimovic o Ronaldo", come dichiarato dal compagno di Romero. Non è un discorso di talento, di qualità, ma di mentalità. Ilicic è un'esteta che non sempre sa essere pragmatico. E questo è un limite che ha sempre avuto.
NON E' MURIEL - Di certo ha bisogno di sentirsi coccolato, stimolato per dare il meglio di sé. La panchina contro il Real, in una notte storica, non lo ha aiutato. E come se Gasperini avesse mandato il messaggio "possiamo fare a meno di te". Non è la prima volta che parte fuori, che entra a partita in corso (in questa stagione è successo tre volte in campionato e tre volte in Champions) ma non ha la capacità di impatto di Muriel, soprattutto se non è al 100% fisicamente, come ieri. Si tratta solo di prenderne anno. E di gestirlo per quello che può dare.