84
Il primo a capire le sue potenzialità fu Rino Gattuso. "Dybala è un fenomeno, vedrete tra qualche anno dove arriverà". Era l’estate del 2013, il campione del mondo di Lippi incominciava ad allenare il Palermo, dopo la breve esperienza in Svizzera a Sion, e quel ragazzo argentino, che non aveva ancora compiuto 20 anni, sembrava soltanto uno dei tanti giovani sponsorizzati dal presidente Zamparini. Il tempo, invece, ha dato ampiamente ragione a Gattuso, perché Dybala è la nuova e indiscutibile certezza della Juventus, che con la maglia numero 10 ha appena segnato il suo gol numero 10 in campionato

"Dybala è stato più decisivo di Ronaldo", ha scritto Giancarlo Padovan commentando l’ultima partita della Juventus contro il Genoa e sono pienamente d’accordo con lui, con una aggiunta importante. Mentre Cristiano Ronaldo, che ha compiuto 35 anni in febbraio, è il presente con più passato che futuro, Paulo Dybala che compirà 27 anni a metà novembre, è il presente con più futuro che passato. Finalmente si sono convinti anche i dirigenti bianconeri che l’estate scorsa lo avrebbero ceduto volentieri, se il giocatore avesse accettato di lasciare Torino. Mai come stavolta i tifosi che invocavano la sua conferma hanno avuto ragione e infatti presto Dybala firmerà il rinnovo del contratto, con la prospettiva di rimanere a vita alla Juventus. 
Dybala, infatti, ha tutte le qualità tecniche e anche umane per diventare il futuro simbolo della squadra bianconera, come leader in campo ed esempio fuori per la sua rara semplicità, perché il massimo che si concede è quel modo originale con cui festeggia i suoi gol. Non è un caso inoltre che Dybala, al contrario di tanti altri stranieri non soltanto della sua squadra, abbia deciso di rimanere in Italia durante la pandemia, prima ancora di sapere di essere positivo, perché in Argentina ci torna volentieri ma soltanto quando lo chiama la nazionale. Più persona che personaggio - e ogni riferimento a Ronaldo non è affatto casuale - Dybala non ha avuto paura di indossare la mitica maglia numero 10 che sta onorando nel migliore dei modi. Argentino come il mitico numero 10 Sivori, che ricorda per il fisico e i movimenti in campo, Dybala però non ha il vizietto che aveva il suo predecessore bianconero di provocare gli avversari, collezionando espulsioni in serie. 

Per carattere, infatti, assomiglia di più all’altro mitico numero 10 della Juventus, Del Piero, che ricorda anche per il modo con cui calcia le punizioni e più in generale per la facilità con cui beffa i portieri avversari, pennellando gol con il suo magico sinistro, come l’altra sera a Genova. Non sappiamo come finirà questo strano campionato, e tanto meno l’inseguimento della Juventus alla Champions, ma comunque si concluda la doppia corsa dei bianconeri, quando Ronaldo lascerà la Juventus e il calcio, Dybala sarà ancora a centro del progetto bianconero e allora non è difficile immaginare che sarà lui il capitano titolare della Juventus, dopo averlo già fatto qualche volta ma soltanto per l’assenza dei compagni con più anzianità. Questa è la sua quinta stagione con la maglia bianconera e il tempo è dalla sua parte, perché è maturo per indossare quella fascia che negli ultimi anni è passata da Buffon a Bonucci e infine a Chiellini. E oltre al tempo anche il destino è dalla sua parte, perché sapete chi è stato l’ultimo capitano della Juventus con la maglia numero 10? Risposta facile: Del Piero, dal 2001 al 2012. E sapete chi è stato l’ultimo straniero capitano della Juventus? Risposta meno facile: Sivori, tra il 1963 e il 1965. E allora è tutto scritto. Basta soltanto attendere, perché il futuro della Juventus è capitan Dybala, un campione da 10 e lode, che ci fa rivivere le magie di Sivori e Del Piero