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Forse è normale che un fuoriclasse condizioni il mercato di una grande squadra. O forse no, soprattutto quando corre verso i 35 anni. Di sicuro Ronaldo è stato un’ombra inquietante sull’estate della Juve: un convitato di pietra, assente ma pesante in tutte le decisioni; un protagonista muto eppure capace di dire mille cose e pretenderne altrettante; una figura ingombrante quando si è trattato di scegliere chi confermare, chi vendere, chi (non) acquistare.

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