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Nicolò Rovella ha 19 anni, gioca nel Genoa, è un centrocampista promettente. Fra 3 giorni avrebbe potuto firmare gratis per qualsiasi club del mondo, perché si sarebbe svincolato a giugno. Se la Juventus gli avesse offerto un contratto per prenderlo tra sei mesi, difficilmente avrebbe rifiutato e non sarebbe costato un euro. Ma il club bianconero ha preferito acquistarlo: lo pagherà 18 milioni (e a questi ne aggiungerà 20 di bonus). Serve subito a Pirlo? Macché: lo lasceranno in prestito alla stessa società ligure fino al 2022. Nello stesso tempo dalla Juve al Genoa andranno Manolo Portanova, 21 anni, centrocampista offensivo, per 10 milioni (più 5 di bonus), e Elia Petrelli, 19 anni, attaccante, per 8 milioni (più 5,3 di bonus). Non c’è niente di misterioso, è tutto contenuto nel comunicato che la società di Agnelli, quotata in Borsa, ha diffuso stamani.

Per fare le somme non occorre la calcolatrice: escono 18 milioni, ne entrano 18. Si chiamano plusvalenze e anche queste sono annunciate nel medesimo comunicato: la Juve metterà a bilancio un guadagno di 9,6 milioni per Portanova e di 7,6 milioni per Petrelli. Operazione che si aggiunge a quella chiusa poche ore fa con il Marsiglia (LEGGI QUI): Marley Aké, 20 anni, passa alla Juve per 8 milioni; Franco Tongya, 18 anni, compie il percorso inverso ovviamente per la stessa cifra (e per una plusvalenza totale). A proposito di Tongya: anche lui si sarebbe svincolato a giugno e al Marsiglia costerà più di Milik, che era nella medesima situazione contrattuale.

Chi vuole credere che queste siano operazioni tecniche, di campo, è libero di farlo e di celebrare gli acquisti della Juve, come ci è capitato di leggere anche oggi. Noi cerchiamo di non metterci bende davanti agli occhi e rileviamo che si tratta di affari soltanto economici, utili a mettere qualche cerotto al bilancio. La chiamano finanza creativa, solo che a volte si va oltre il comune senso del pudore.

Il sito specializzato Transfermarkt.it, spesso preso come riferimento per le valutazioni dei calciatori, attribuisce a Rovella una quotazione di 4 milioni. Una cifra perfino esagerata se si considera che il giocatore era in scadenza di contratto (ha solo formalmente rinnovato con il Genoa nei giorni scorsi). In un mercato povero come questo, anche solo pensare di valutare un ragazzino 18 milioni, e altri due rispettivamente 10 e 8, più gli eventuali bonus connessi, è una follia. Dodici mesi fa - in un altro mondo e in un altro momento storico per le casse di tutti i club - l’Inter ha pagato un campione come Eriksen 20 milioni, e qualcuno si è stupito, quasi scandalizzato. Oggi Rovella, che nel Genoa di Ballardini è tornato in panchina, potrebbe arrivare a costarne 38, quasi il doppio.
Andiamo avanti così, applaudiamo le operazioni di questo tipo. E’ la festa dell’ipocrisia. Speriamo che, alla lunga, qualcuno non faccia la festa alle nostre società dissestate.

@steagresti
 

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