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Il giorno in cui c’è stato il sorteggio dei gironi di Champions League che cosa abbiamo pensato tutti? A Stamford Bridge ci sta di perdere. E non potevamo immaginare di arrivare alla sfida contro i campioni del mondo in carica senza 5 titolari e con alcune riserve che non hanno ancora abbracciato la filosofia di gioco inculcata da Pioli negli ultimi 3 anni. Ergo: è inutile e fuorviante fare drammi per la sconfitta in casa del Chelsea, anche se è stata pesante e indiscutibile. Le big seven della Premier giocano un altro calcio rispetto alla Serie A e se non si riesce a reggere il loro ritmo di gioco diventa difficile, se non impossibile fare risultato.

Obiettivamente ieri sera a Londra non c’è mai stata partita. Il Milan ha avuto una sola occasione da gol in 96 minuti. È vero che De Ketelaere e Krunic hanno avuto una palla d’oro per pareggiare il vantaggio di Fofana allo scadere del primo tempo, ma la sensazione diffusa è che in ogni caso nella ripresa il Chelsea avrebbe avuto ragione dei rossoneri. Il modo in cui Bennacer e compagni si sfarinano nel secondo tempo è stato inequivocabile. E lo ha capito anche Pioli che a un certo punto ha tolto dal campo l’unico giocatore che poteva mettere in difficoltà il Chelsea, cioè Rafael Leao. L’unica nota positiva di Stamford Bridge è quella sensazione che il portoghese sia davvero un giocatore di un’altra categoria, l’unico che davvero in Premier ci potrebbe stare. Non a caso proprio Leao, anche se sul 3 a 0, si risente per la sostituzione, perché avrebbe voluto provare a continuare a ben figurare sul prestigioso palcoscenico della Champions League. E invece fa bene Pioli a preservare il suo fuoriclasse che è chiamato a fare gli straordinari nel prossimo periodo, a cominciare dalla delicatissima gara contro la Juve di sabato prossimo, partita peraltro in cui non si sa ancora se potrà tornare a disposizione Theo Hernandez, l’altro fuori categoria del Milan.
Il Leao di Londra, come dicevamo, ha dato la conferma di essere un giocatore di livello superiore, la stessa cosa non si può certo dire di De Ketelaere che, ancora una volta, ha steccato la serata. Per un giocatore di quell’età e di quelle caratteristiche però, bisogna mettersi in testa che è necessario avere pazienza e dargli il tempo di crescere e adeguarsi a ritmi e gioco che non appartengono finora alla sua storia calcistica. Non si può pensare né che sia già pronto per giocare ai ritmi di Pioli né che possa essere già decisivo in una gara di Champions. La stessa cosa che valeva per Leao tre anni fa. Proprio quel Leao che adesso è diventato potenzialmente un giocatore da big europea. Se non si vuol bruciare De Ketelaere e ottenere la stessa crescita del portoghese bisogna avere la stessa pazienza, anche se il suo cartellino è costato una cifra considerevole. Motivo per cui non bisogna scandalizzarsi se sabato contro la Juve Pioli dovesse preferire Brahim Diaz al belga. Le qualità di De Ketelaere sono indiscutibili, ma anche il tempo che ci vuole per farle venire fuori del tutto deve essere considerato. Ci sono invece giocatori sulle cui qualità indiscutibili abbiamo qualche dubbio e si tratta di Dest e Ballo Touré, davvero imbarazzanti a Londra. Il problema del Milan è che sulle fasce l’emergenza é totale e, se non dovesse recuperare Theo, Pioli sarebbe davvero chiamato a inventarsi qualche mossa delle sue.