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Da mesi ripetiamo che Maldini e Massara sarebbero andati incontro a un’estate tosta, difficile e laboriosa. Da mesi ripetiamo che il primo vero obiettivo dei dirigenti rossoneri non sarebbe stato quello di “rinforzare” la rosa che ha eroicamente conquistato il secondo posto nell’ultimo campionato, bensì quello di “mantenere” il valore complessivo del materiale umano a disposizione di Pioli. Ebbene questo obiettivo, al momento, è lontano, molto lontano. Per raggiungerlo ci vorrà tanto impegno e tanta fantasia da parte di Maldini e Massara. A meno che non piovano impensabili risorse economiche “extra”, dalle casse gestite da Gazidis per conto di Elliott. Risorse che, a dire il vero, sono già state ampiamente impiegate per riscattare Tomori e per comprare un portiere titolare. Non è dato sapere quanti altri soldi ci saranno a disposizione oltre ai 43 milioni già allocati per le due operazioni citate. Da questo aspetto meramente economico dipenderà per gran parte la possibilità concessa a Maldini di costruire una rosa almeno di pari valore rispetto a quella della stagione scorsa.

Esaminiamo tutte le questioni cercando di ipotizzare le soluzioni.

Il Milan ha perso “a parametro zero” il proprio portiere titolare di 22 anni, nonché portiere recordman della Nazionale azzurra. Qualcuno lo fa passare come una grande operazione economica, ma ovviamente nessuno, dotato di un minimo di obiettività e onestà intellettuale, può accondiscendere. Fatto sta che il Milan ha perso il suo portiere titolare e lo ha sostituito con un altro (comprandolo per 15 milioni) il cui rendimento è tutto da testare nel campionato italiano. Ergo: non parliamo di “indebolimento” ma almeno di punto interrogativo. Oppure i trombettieri di corte sono già sicuri che Maignan sia più forte di Donnarumma?

Difesa. Il Milan ha riscattato Tomori al prezzo fissato a gennaio. Giustamente il Chelsea della zarina Granovskaia non ha applicato nemmeno un pound di “sconto”. Idealmente Tomori va a occupare il posto da titolare che un anno fa era di Romagnoli. L’italiano ha un contratto in scadenza nel 2022, si sente escluso dal progetto e non è assolutamente ipotizzabile un rinnovo. Quindi o parte subito a basso costo o va anche lui “a zero”. Morale: i 4 centrali della prossima stagione potrebbero essere Tomori-Kjaer-Gabbia-Caldara. Un quartetto più debole rispetto a quello con Romagnoli. Con il rischio concreto che Gabbia e Caldara debbano giocare molte partite considerate le delicate condizioni muscolari di Kjaer, come confermato dal recente stop contro il Galles, l’ennesimo di questa stagione. Sulle fasce troviamo Calabria in scadenza nel 2022 e Dalot rientrato allo United. 3 strade: o si rinnova il prestito (ma a Manchester non sembrano inclini) o si riscatta (ma costa più di 20 milioni) o se ne trova un altro (che va cercato e comprato).
A centrocampo c’erano Kessié, Bennacer, Tonali e Meité. Sono rimasti i primi due. L’ex granata va sostituito e dunque bisogna comprare o farsi prestare un centrocampista. Tonali va riscattato e l’ipotesi del maxi sconto tipo saldi di fine stagione che sembrava certo, per il momento non vede ancora un accordo con Cellino. In ogni caso il range dell’operazione va dai 15 ai 25 milioni. Il caso Kessié è di certo il più delicato e lo ripetiamo da quasi un anno. Il valore del giocatore è cresciuto a dismisura, le richieste di mercato anche e il suo status di “parametro zero” è lontano solo 6 mesi. Il contratto attuale prevede un ingaggio di 2,2 milioni a stagione, non ci sono alle viste incontri programmati con la società e, coerentemente con quanto stabilito per Donnarumma e Calhanoglu, il Milan non vorrebbe andare oltre un aumento del 30%. Di sicuro la proposta di 4/5 milioni sarebbe rispedita al mittente (o meglio, è già stata rispedita) dall’ivoriano. Tutti chiedono a Elliott un segnale di forza con il rinnovo di Kessié, ma la domanda innocente è: se non ha fatto eccezioni per Donnarumma e Calhanoglu, perché dovrebbe farla per Kessié? L’ottimismo che diffondono in molti sul rinnovo dell’ivoriano mi ricorda quello che accompagnava gli articoli di Donnarumma un anno fa. Speriamo che non finisca allo stesso modo. Infine, nell’ipotesi remota che il Milan decida di cedere Kessié quest’estate per non perderlo a zero, bisognerebbe comunque sostituirlo con un giocatore di pari valore. Impresa quasi impossibile.

Proseguiamo con il reparto esterni/trequartisti. Bisogna sostituire Calhanoglu partito a zero, cosa non facile e soprattutto che rischia di essere molto dispendiosa. Bisogna riscattare Brahim Diaz oppure farsi rinnovare il prestito o ancora trovare un sostituto. C’è addirittura qualcuno che ipotizza la necessità di acquisire un altro esterno offensivo, ma mi sembra davvero eccessivo considerando che in rosa ci sono già due attaccanti esterni che hanno palesemente dimostrato di non poter svolgere il ruolo di centravanti. Di sicuro per acquistare un esterno di valore non basterebbe l’eventuale incasso della cessione di Castillejo che, peraltro, ogni giorno viene accostato dai siti italiani a tutte le squadre della Liga, ma che in Spagna, purtroppo, non se lo fila nessuno. La domanda è: ma quando scrivete che ci sono tanti club interessati al biondo andaluso, pensate che il cartellino costi come quello di Hakimi?

Chiudiamo la panoramica con la questione più delicata di tutte, quella del centravanti. L’anno scorso il Milan ne aveva due di ruolo: Ibra e Mandzukic. Quest’ultimo è andato via in scadenza di contratto e va sostituito con una punta di complemento, la classica riserva, si spera più affidabile di lui. Per quanto riguarda lo svedese è molto chiaro che il Milan non ci può fare affidamento come centravanti titolare e che quindi debba comprarne/farsene prestare uno che garantisca presenza e rendimento per tutte le 50 partite stagionali. Purtroppo, in questo momento e a 40 anni suonati, l’unica cosa che Ibra ha del titolare è l’ingaggio.

Penso di aver reso l’idea sulla quantità di calciatori che Maldini deve comprare/farsi prestare per arrivare con una rosa completa all’inizio del campionato. E ho scritto “completa” non forte come o più dell’anno scorso. Ribadisco la grande difficoltà del responsabile dell’area sportiva nel costruire una rosa di livello in quest’estate di mercato. A meno che non ci siano i famosi 250 milioni di mirabelliana memoria da investire/buttare sul mercato. Ma siccome l’aria che tira non è la stessa, ci vorrà veramente una prestazione straordinaria del Maldini dirigente. Tipo quelle che sfornava in campo. Per sua fortuna, finché non si gioca per i 3 punti, ha tutta la stampa amica propensa a scrivere e dire che va tutto bene e che il Milan sta facendo un gran mercato. Ma attenzione Paolo perché poi, se le cose non dovessero andare bene, saranno i primi a dirti che hai sbagliato tutto. Tu. Non la proprietà o l’amministratore delegato.