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Ancora Bonucci, Jorginho e addirittura Gabbiadini? Non si offenda Roberto Mancini, la prenda come spunto di riflessione e programmazione, ma sta sbagliando. L’Italia deve puntare a Euro24 e Mondiale26, non a queste prossime partite che sono belle amichevoli appena abbellite da un’etichetta chic, Nations League appunto.



La storia della nazionale vive di grandi polemiche tra giornalisti e ct, più superbi dualismi tra giocatori convocati o esclusi. Mazzola e Rivera in staffetta negli anni ‘70, Pruzzo e Beccalossi emarginati dal Mundial ‘82, Mancini e Vialli (proprio loro) nella periferia delle scelte di Sacchi una trentina di anni fa, e perfino Zaccardo preferito a Panucci con Lippi ct nel 2006. Una volta si discuteva di giocatori, con i ct. Adesso si parla di moduli e gioco (vabbè…) e nemmeno troppo.

Proviamo a invertire questa moda? Ecco qualche domanda sottoposta da Sandro Sabatini: sui vecchi senza prospettiva azzurra, sui giovani scelti e dimenticati (Miretti). E su Zaniolo che non sai bene cosa fare con lui ma, tra tutte le opzioni, quella di non chiamarlo sembra la peggiore.