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Instagram e TikTok, sul web in generale, di rimbalzo in tv e sui giornali: ovunque stanno circolando incredibili immagini di finti tifosi in Qatar. “Incredibili” nel senso di non credibili. Finte carovane e feste in strada di presunti tifosi brasiliani, spagnoli, inglesi, eccetera… Fra un po’ si completerà il mappamondo di questo Mondiale, con migliaia di comparse dotate di magliette, trombette e tutto quanto fa spettacolo per camuffare l’assenza (logica, ovvia) di veri tifosi nella capitale Doha e dintorni.

Ai bei tempi del Mondiale 2006, all’indomani del trionfo azzurro, la “Gazzetta dello Sport” titolò in prima pagina “TUTTO VERO”. Ecco, stavolta, prima o poi, su qualche giornale arriverà un titolo, magari minuscolo ma comunque realistico tipo “tutto falso?”. Sì, perché in questo Mondiale non c’è nulla di vero. Si parte dalla designazione Qatar2022 ben raccontata dal documentario sulla Fifa visibile su Netflix, si passa per il calendario insolito e l’aria condizionata sui campi, si finisce purtroppo ai divieti per qualsiasi manifestazione sui diritti umani. A patto che non si verifichino clamorose sviste arbitrali (attenti all’inaugurale Qatar-Ecuador…) le uniche cose vere saranno comunque le partite tra nazionali qualificate (beate loro), nonché le sfide tra campioni come Messi e Ronaldo all’inevitabile The Last Dance oppure tra stelle che potrebbero brillare a sorpresa, come accadde quattro anni fa con Mbappe e Modric poi nominato Pallone d’Oro.

Tutto finto, insomma, meno l’atroce verità che sopportiamo ormai da qualche mese: l’Italia starà a guardare. E infatti stiamo scegliendo una nazionale alternativa da tifare. Saremo tifosi finti anche noi, come i cittadini Quataresi (cit. Fiorello) catturati dall’organizzazione e stipendiati, almeno si spera. “Italiani tifosi finti”: seppur pronunciata con un sorriso, questa frase mette tanta malinconia. Ma mai pari alla malinconia e alla rabbia suscitate da quei tifosi reclutati dalla Fifa per non far notare un Mondiale deserto. Deserto di tifosi e diritti.