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Senza peli sulla lingua, ma con la solita grande ironia: Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, nella consueta conferenza stampa di fine mercato ha fatto il punto su ciò che è accaduto durante l'estate giallorossa, dal caso Benatia a Strootman, fino ad arrivare a Rabiot.

SU STROOTMAN - "L'anno scorso abbiamo perso un giocatore fondamentale per noi, a causa dell'infortunio. Se a gennaio può andare al Manchester United? Il nostro desiderio è quello di tenerlo, viste anche le prestazioni dell'anno passato. Ha avuto un comportamento esemplare, ed è un punto di forza della Roma, con tutte le sue prerogative. Il mercato degli altri non posso prevederlo, quelle uscite finora sono solo illazioni di stampa anglosassone. Oggi è incedibile, non posso comunque garantirlo per il domani: per ora ce lo godiamo"

SUL MERCATO IN EVOLUZIONE - "Il percorso della Roma per quanto mi concerne è avvolto in una dimensione di inquetudine permanente, non sono mai sereno e soddisfatto della squadra. Sono sicuro che possiamo essere competitivi, ma non riesco a stare tranquillo. Ciò nn vuol dire che il mercato sia aperto."

SU RABIOT - "E' un giocatore eccezionale, un ragazzo del 95, ha valori importanti, non possiamo non seguirlo. Ci piace moltissimo, lo vorremmo e lo tratteremo con i giusti modi, non aspetteremo come fa qualcun altro che si svincoli, ma cercheremo di prenderlo dal PSG in accordo con loro. Tuttavia credo che sarà difficile, ci sono molte società su di lui per la situazione del suo contratto. Per quanto ci riguarda, noi ci comporteremo da grande società"

SUL CASO BENATIA - "Indugerei poco su Benatia, ne abbiamo parlato già troppo. La novità è che il Bayern Monaco vorrebbe la cessazione di questo conciliabolo pubblico. Potrei aggiungere delle cose: Benatia alcune cose ha voluto farle bene, poi è scivolato successivamente. L'anno scorso, quando l'abbiamo preso, aveva un'offerta di una squadra italiana superiore alla nostra, ha valutato la forza che gli avrebbe dato la Roma, rinunciando a parecchi soldi. A gennaio ci sono state delle sollecitazioni esterne, si è presentato da me dicendo che voleva rimanere alla Roma ma con delle condizioni ben precise: 5 milioni all' anno per quattro anni. Io non potevo dire di si, volevo adeguargli il contratto rispetto ai soldi persi l' anno prima. All' inizio della storia con la Roma Benatia ha accettato le nostre condizioni, è stato eccezionale: il prezzo di 61 milioni  è stato dettato facendo riferimento al monolite Benatia, il prezzo poi realizzato, di 28 + 4, era relativo al simulacro di Benatia, non più quello che conoscevamo. Il ragazzo ha poi posto verità cangianti, che noi non possiamo confermare"

SUL CASO MAICON - "Maicon per venire alla Roma ha rifiutato un sacco di soldi al City, accettando un'offerta modesta della Roma: non fa sicuramente il furbetto, quindi gli dobbiamo grande rispetto. La marachella in Brasile? Tutti abbiamo tre vite: pubblica, privata e segreta, lasciamo a Maicon le sue cose. Parliamo di un campione in attività, si merita rispetto"

SU LAMELA E DODO' - "Quando finisce una campagna acquisti il saldo emotivo per me è sempre molto negativo in ogni caso, siamo costretti a fare delle scelte che mi addolorano. Sono due calciatori fortissimi, oltre a loro metterei anche Marquinhos, ma sono state scelte obbligate e non volute dall'allenatore che li avrebbe tenuti volentieri. Dodò è stato venduto, vi confesso, perché questo ragazzo non avrebbe potuto crescere in questo ambiente, che lo ha sempre bastonato. Io l'ho sempre apprezzato e continuo a farlo, la stampa non è responsabile della sua cessione ma ho dovuto valutare anche questo aspetto. Ho fatto una scelta molto impegnativa, ma credo di essere stato giusto verso questo ragazzo. Forse altrove prenderà anche un 7 in pagella, qui prendeva 6 anche se la squadra vinceva 3-0. Dodò è stato ceduto per salvargli la vita, per gli altri sono state scelte economiche, tecnico o tattiche".

SU LOTITO - "È stato anche il mio presidente e non mi piace tanto indugiare su di lui, ma non mi piace che dica certe cose o che si comporti da padrone. Quando parla Daniele De Rossi farebbero bene ad ascoltarlo tutti perché non dice mai cose banali. Sul suo eccessivo presenzialismo, che è anche divertente, dico che potrei farlo anche io e non ci sarebbe nessun problema".
SULLO SCUDETTO - "Se bisogna migliorare gli 85 punti dell'anno scorso bisogna per forza lottare per lo scudetto. I requisiti ci sono, ma tutte le squadre si sono rinforzate. L'Inter l'ha fatto, i giorni del condor del Milan hanno portato giocatori di grande livello, anche il Napoli che adesso vive un momento di depressione per l'eliminazione dalla Champions League rimane una squadra molto forte. Comunque noi siamo in corsa per lo Scudetto. Se per lo scudetto rinuncerei a un mese di sigarette? No, chiedetemi qualcos'altro. Un uomo può rinunciare ad altre cose, ma la sigaretta per me sarebbe celebrativa".

SU ITURBE -  "Troverà una sintesi tra il suo essere istintivo e le esigenze della squadra".

SULL'EVENTUALE CESSIONE DI DESTRO - "Ho ascoltato tutto ciò che si diceva, volevo sapere come il calcio lo stava valutando. Io lo valuto molto bene, non ho mai pensato di cederlo. In questo momento sta vivendo una situazione equivoca perché altri calciatori lo stanno superando, ma noi sappiamo chi è Destro. Ho ascoltato delle offerte, ma non ho mai voluto venderlo. Mi piace ascoltare le offerte per poter dire no".

SUGLI EXTRACOMUNITARI -  "Strada facendo ho avuto sentori e ho preferito fare questo tipo di scelta e di tenere vuota la piazza. La casella potrebbe essere riempita a gennaio, ma potrebbe anche restare vuota. Vivo di illusioni oltre che di inquietudini".

SULLA JUVENTUS - "Garcia ha detto una cosa condivisibile: la Juve è rimasta quella dell'anno scorso, quella che ha fatto 102 punti. Non possiamo dire che si sia indebolita, sicuramente noi abbiamo ridotto il gap di 17 punti dell'anno scorso. Forse l'anno scorso abbiamo un po' mollato e il gap sarebbe stato inferiore, ma la Juve ha fatto 102 punti e si può ripetere visto che non si è indebolita".

SUL VOTO AL MERCATO - "Io mi devo fare i conti con il mio stato d'animo, il voto me lo darò quando vedrò la squadra vincere le partite e mettere in campo tutto ciò che serve per essere altamente competitiva".

SULLA CHAMPIONS LEAGUE - "Affrontiamo settimana prossima la squadra più difficile del girone, il CSKA Mosca, ch ora è sicuramente la squadra più in palla. Non voglio fare proclami"

SUI CONTRATTI - "Come ci si pone alla discussione dei contratti? Ci si pone con angoscia totale. Spesso i giornali ci mettono del loro parlando di rinnovi che in realtà non sono all'ordine del giorno. Ci sono spesso sollecitazioni esterne e i calciatori per questo hanno la pretesa e forse il diritto di essere rinegoziati. La questione Pjanic è stata impegnativa, noi abbiamo voluto rinegoziarlo e sapevamo che nello spogliatoio qualcosa si sarebbe mosso. Dovevamo proteggere il calciatore, non potevamo perderlo anche perché siamo quotati in borsa. Ma i calciatori della Roma sono intelligenti. Ho dovuto rinunciare anche a Rodrigo Taddei, c'era una spinta interna e anche al livello di piazza, ma non ho potuto rinnovargli il contratto. Spero faccia bene con il Perugia"