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  • Sabatini: Donnarumma, Romagnoli e Niang i tre giovani tenori del VoloMilan

    Sabatini: Donnarumma, Romagnoli e Niang i tre giovani tenori del VoloMilan

    Donnarumma in porta, Romagnoli in difesa, Niang in attacco. 99, 95, 94: non sono i milioni che valgono, tranquilli. Più semplicemente, l’anno di nascita. Il portiere è del 1999, che sembra il count-down di una carriera da “2001 Odissea nello spazio” (film antico, scusate la citazione da vecchietto). Il suo procuratore è Raiola, notoriamente sobrio nelle valutazioni: “170 milioni”, ha sparato, pescando il prezzo tra i capolavori artistici, tipo il Modigliani che ha fatto scalpore nell’ultima asta. Romagnoli pochi mesi fa è stato battuto a 30 milioni. Ha alzato la manina Galliani e se l’è preso, scatenando commenti che sono cambiati come le stagioni. Dall’estivo “l’ha pagato troppo” si è passati all’autunnale “tanto” e si sta procedendo verso un invernale “l’ha pagato il giusto”. Alla Roma – per la cronaca - ancora esultano per i soldi di Bertolacci, ma rimpiangono quelli di Romagnoli.

    E poi c’è Niang. Quello che arrivò nella covata di Taiwo e Traorè. Quello che Damiani consegna solo pacchi dalla Francia. Quello che a Barcellona in Champions League poteva già svoltare la carriera da ragazzino. Invece prese il palo. Questione di centimetri, di anni, di crescita. Tutto naturale. Ma il giocatore c’era, seppur pazzerello dentro e fuori dal campo. Anche Niang è un famoso e famigerato “ quasi parametro zero” (è costato circa 2 milioni). Così, almeno oggi, dovrebbero chieder scusa a Galliani tutti quei tifosi che colorano di offese striscioni e lenzuola allo stadio, mettendo le mani accanto alla bocca per far rimbombare gli insulti. Tutti quei barbari che sanno solo gridare “Galliani vattene”, e nient’altro.

    Oh, sia chiaro: conosco Galliani da quasi trent’anni, ma non siamo assolutamente amici. E se ci scappa un sms di auguri a Natale, è perché me lo ricordo io. Non lui. Però è doveroso dire e scrivere queste considerazioni. Anche per una questione di tempi. Una volta, chi perdeva si beccava le critiche allo stadio, sui giornali e in tv. Stop. Insomma, se stavi tappato in casa, non sentivi nulla. Adesso, da quando il Milan non vince più, ci sono anche i social e le app. Ogni insulto diventa una notifica. Basta accendere l’I-Phone, che diventa tutto un I-nsult. Che vita d’inferno…

    Dopo aver battuto la Sampdoria, il Milan non ha certo vinto il campionato. Anzi, probabilmente non ci andrà nemmeno vicino. Ma è stato un risultato significativo anche per i personaggi scesi in campo. Per esempio quel Ferrero che continua a garbarmi molto meno dell’imitazione di Crozza. E mi garba meno anche Montella, che alla Viola faceva il tikitaka perché aveva altri centrocampisti. Se n’è accorto? E si è già accorto di aver sbagliato clamorosamente a dire “sì” alla Samp? Il buon Montella (che è bravo, ma comunque non è Guardiola) se avesse aspettato fine stagione avrebbe scelto una panchina tra le deluse. Bastava un po’ di pazienza: cambieranno allenatore le squadre che non andranno in Champions. Già l’Europa League viene considerata un ripiego. Montella avrebbe avuto il profilo giusto per tutti. Ha scelto di giocarselo alla Samp con Ferrero. Contento lui…

    Contenti tutti quelli che hanno tre giovani titolari per i prossimi dieci anni abbondanti. In questo senso, la svolta milanista giovane e “made in Italy” sembra efficace. Donnarumma-Romagnoli-Niang è un trio che viene facile immaginare anche in futuro. Sono ragazzi del ’99, ’95 e ’94: impressionante.

    Fa impressione anche ricevere immediate segnalazioni dai titosi delle altre squadre. Gli juventini offrono il trio Rugani (’94), Pogba (’93) e Dybala (’93). Gli interisti propongono Murillo (’92), Kondogbia (’93) e Icardi (’93). Da Napoli viene segnalato Hysaj (’94) con l’aggiunta di Jorginho, Insigne e Allan che però sono tutti del ’91: hanno otto anni più di Donnarumma e tre o quattro più di Romagnoli e Niang. Infatti il Napoli lotta per lo scudetto quest’anno, e il Milan no: siamo d’accordo. Però fa impressione questo trio di giovanissimi tenori. Si può chiamare “il VoloMilan”?

    Chiusura con doppia precisazione. Non sono amico di Galliani, né faccio parte dei fans del Volo. Anzi, sinceramente, quasi non li sopporto. Quindi, cari amici di calciomercato.com, siete tutti liberi di commentare, criticare e scrivere quel che volete. Compreso suggerire il paragone con un’altra band.

     

    Sandro Sabatini (giornalista Mediaset Premium Sport)

    Twitter: @Sabatini  -  Facebook: SandroSabatiniOfficial

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