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A margine dell'evento Social Football Summit  tenutosi oggi a Roma il direttore generale del Bologna, Walter Sabatini, ha parlato sia del suo passato all'Inter che del futuro del club emiliano per cui rimane viva la possibilità di acquistare a gennaio Zlatan Ibrahimovic.

STADI - "Perché non c’è coesione tra sport e politica per quanto riguarda le strutture? Altrimenti a Roma lo stadio sarebbe già stato fatto. A Bologna abbiamo uno stadio bellissimo, siamo soddisfatti con un’area ospitalità magnifica. L’impianto è confortevole e c’è un progetto per migliorarlo. Bologna è Bologna, è un’altra cosa​".

L'INTER - "Suning? Sono io che non ho funzionato. La proprietà è stata perfetta e io ho fatto errori. Non ho avuto pazienza, volevo costruire subito un'Inter da scudetto mentre loro volevano prima studiare meglio il calcio italiano. Avevano perfettamente ragione loro".
L'ADDIO - "Poi c'è stata una complicazione con il Jiangsu Suning, dove io ero responsabile. C'è stata qualche piccola defaiance, si sono inquietati, perché i cinesi si inquietano come gli italiani quando perdono. Però loro sono stati perfetti con me, io non lo sono stato con loro. Se tornassi indietro non rifarei gli stessi errori, mi è molto dispiaciuto".

IBRAHIMOVIC - "Ibra al Bologna? C'è un rapporto personale tra Mihajlovic e Ibrahimovic, la società farà qualcosa se ci sarà la possibilità di fare qualcosa. Ibra ha preso tempo per valutare, anche in ottica ritiro. È un loro rapporto esclusivo e attendiamo le decisioni del giocatore".

PASTORE - "​Quando ho visto Pastore pensavo fosse uno scherzo. Non credevo che a vent’anni si potesse giocare in quel modo. Quando l’ho portato al Palermo sembrava di essere in una fiaba. La prima volta che ha giocato ho visto Zamparini piangere per la commozione. Quando è venuto a Roma mi sono rammaricato delle prime partite che ha fatto, senza ritmo. Ora sta rigiocando un brandello del suo calcio. Era l’uomo dei sogni".