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Aggettivi e superlativi dipendono dai gusti, ma Dybala costa tanto, Nainggolan tantissimo, Kondogbia troppo e Bertolacci "troppissimo". Anche mescolando gli aggettivi a seconda delle bandiere, è evidente il cambiamento del modo di commentare le notizia. Una volta c’era l’entusiasmo per il nuovo acquisto, e pazienza se rischiava di mandare in rovina il club. Presidenti e tifosi: tutti cicale del calciomercato. Il massimo delle discussioni era per titolari e riserve. Se gioca il nuovo, il vecchio va in panchina e s’arrabbia: ma erano problemi dell’allenatore e stop.

Adesso, no. Presidenti e tifosi: tutti formiche. L’attenzione al bilancio, il fairplay finanziario che va rispettato anche se nessuno ha capito esattamente cos’è, il diritto di "recompra" che non va sottovalutato. Tutti intenditori, tutti esperti. Diventa più difficile il compito del giornalista: deve saper le notizie – meglio se in anteprima – e anche far di conto.

Proviamo un test su Zlatan Ibrahimovic. Ha il soprannome semplice come una magia, Ibracadabra, ma conti complicatissimi per ingaggiarlo senza andare in rovina. A Parigi guadagna – beato lui – 10 milioni netti all’anno, che con le nostre tasse sarebbero 20. Può permetterselo una qualsiasi società italiana? Poche storie e zero discorsi, bisogna affidarsi ai numeri. Ibrahimovic garantirebbe 10mila abbonamenti in più, che a un prezzo medio di 500 euro diventano 5 milioni di euro. E nel mondo farebbe vendere 500mila maglie in più, che con una royalty di 10 euro a maglia farebbero altri 5 milioni. 5 più 5 uguale 10: Ibra si paga le tasse da solo. Sia al Milan che alla Roma. Più ancora che al Paris Saint Germain, dove ha perso un po’ il fascino della novità. In pratica, Ibra “vale” di più se cambia squadra. La sua immagine è migliore da traditore piuttosto che da fedele, in ossequio alla filosofia sempre professata da Mino Raiola.

Tornando a Roma e/o Milan: possono permettersi di spendere sull’ingaggio, per un giocatore che puntualmente ripaga l’investimento con uno scudetto? La risposta è sì. Per questo il Milan si è portato avanti e la Roma si è messa all’inseguimento. Le parole di recente sussurrate dal direttore sportivo Sabatini sono significative: giusto valutare l’affare Ibra sia tecnicamente sia economicamente. E’ molto più doveroso che sfizioso.
Conviene? Dipende dal Paris Saint-Germain. Se lo libera gratis, è un affare. Se il cartellino costa altri milioni, meglio pensarci.

Ma un pensierino va fatto. Con calma e senza fretta. L’estate è lunga. Da ieri il Milan e da oggi la Roma hanno il tempo necessario per tentare la magia. Ibracadabra mette d’accordo i tifosi “solo passione” di una volta e quelli 2.0 di adesso. Tornano tutti: come i conti
 

Sandro Sabatini
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