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Walter Sabatini, ex ds della Salernitana, è stato intervistato dal quotidiano genovese Il Secolo XIX: "Non ho ancora metabolizzato la fine della mia storia con la Salernitana, dopo sei mesi di lavoro incessante. Ma non ne voglio parlare, dai. Come la vedo... molto male. Perché sono uno spettatore. Per me una situazione difficile da sopportare. Io non sono uno spettatore nel calcio. Mi sento defraudato di qualcosa che mi appartiene. Quindi, la vedo male"

ALLA SAMP - Sabatini ha poi fatto riferimento alla sua avventura alla Sampdoria, così commentata nel corso dell’intervista: "Ho vissuto male quell'esperienza, perché sono stato fisicamente male (ricoverato ai primi di settembre del 2018 per una grave crisi respiratoria, ndr). Ho dato un contributo ignobile, irrilevante. Per fortuna avevo il sostegno di Massimo Ienca e Carlo Osti, mi 'coprivano', mi aiutavano. Carlo lo conosco da anni. Valore aggiunto della società. Preparato, sa tenere insieme i pezzi, lavorare d'anticipo sui sentimenti delle persone. Ha portato alla Samp risultati rilevanti, tanti mercati in attivo, lui ha rapporti con tutti i dirigenti del calcio italiano. È un uomo di una onestà brutale e mi riferisco alla sua pulizia morale nei rapporti interpersonali. Non posso non citare poi l'alta qualità di Antonio Romei, la freschezza e la competenza del responsabile dello scouting Baldini, che conosco bene. E un pensiero per Ferrero, con lui ho avuto un pesante scazzo in un post-partita (a Bologna), ma lo ringrazio per avermi voluto".
FUTURO - Sabatini ha poi parlato delle sue prossime mosse. "Sempre tanti progetti, sono propositivo con me stesso. Dove mi vedo? Da tutte le parti. Il calcio non mi può squalificare, congelare, sono ottimista. Dopo la separazione dalla Salernitana, mi trovo in una condizione che definisco di riposo coatto".