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"Walter Sabatini se ne va". "O forse no, resta. Non si sa". "E' in rotta con Pallotta". "Ma Pallotta non vuole lasciarlo andare, un po' per ripicca, un po' per provare a convincerlo a rimanere". Sul futuro del direttore sportivo giallorosso è il momento delle indiscrezioni senza filtro, che si rincorrono una dopo l'altra senza garantire risposte. Il tutto mentre la Roma si appresta a rinnovare per tre anni il contratto di Mauro Baldissoni, direttore generale in scadenza a fine giugno. Per la società sono mesi cruciali.

IL RAPPORTO CON PALLOTTA - La tempistica delle dichiarazioni di Walter Sabatini, che nel prepartita di Roma-Inter annunciò di fatto il suo addio a fine anno, non è stata certamente gradita dalle parti di Trigoria. Lo fece presente già Luciano Spalletti, in un confronto concitato ma civile davanti ai giornalisti nella zona mista dell'Olimpico dopo il match. Ora che Sabatini sta iniziando a valutare le offerte sul tavolo, su tutte quella del Bologna - ma c'è chi sostiene che Conte lo stia corteggiando per portarlo al Chelsea - di Saputo e Fenucci, Pallotta sta provando a prendere tempo. E lo fa dopo aver annunciato pubblicamente la volontà di non vendere nessuno dei pezzi pregiati: quasi come una beffa, neanche 24 ore più tardi, Sabatini volava a Londra per un sondaggio del Chelsea per Radja Nainggolan. Un rapporto strano, con il ds che continua a fare il mercato - "Perché il mercato si fa adesso, non a fine giugno", ha sostenuto davanti ai giornalisti proprio dopo Roma-Inter - pur essendo in uscita.

LE MOTIVAZIONI - La domanda si fa inevitabilmente strada: perché è Walter Sabatini a condurre il mercato giallorosso, e non il futuro ds? Diverse le chiavi di lettura. C'è chi sostiene che il motivo principale sia da individuare nell'esigenza romanista di fare cassa prima del 30 giugno per poter chiudere il bilancio rimanendo nei parametri e nei paletti imposti dal Fair Play Finanziario. Una visione che si scontra con quelli che ritengono che Walter Sabatini stia lavorando già per il futuro direttore sportivo: una soluzione interna, magari riconducibile al suo fido assistente Ricky Massara. Sarebbe una vittoria per il ds, "contro" il fronte filo-statunitense che vorrebbe Alex Zecca a condurre le operazioni. Eppure, come in un romanzo di Agatha Christie, la soluzione potrebbe essere già lì, sotto gli occhi di tutti. Con Walter Sabatini successore di se stesso, che non lascia ma raddoppia. Un finale impossibile? Non quanto possa sembrare.