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Arrigo Sacchi ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport sul momento della Juventus alla vigilia della gara di Champions League contro l'Atletico Madrid: "Gli spagnoli già 20 anni fa possedevano tecnica e possesso palla. Quando arrivai all’Atletico, nel ’98, disputammo la prima amichevole contro l’Atletico B. Avevano mezza squadra capace di fare un cambio gioco di 40 metri da fermo. Nel mio Milan, un gesto così, riusciva a Gullit e pochi altri. Ora hanno imparato il pressing. Difendere attaccando è un principio a cui le squadre italiane sono un po’ allergiche. L’Atletico di Simeone, invece, lo attua molto bene”.

Su che tipo di squadra è l'Atletico: “Molto brava tatticamente, compatta, abile nelle chiusure preventive. Le seconde palle sono quasi sempre loro, ciò dimostra che sono davvero ben organizzati. Raddoppiano in continuazione e sono pericolosissimi sui calci da fermo e nelle ripartenze. Anche se gli manca Diego Costa, ora al Chelsea. E’ un attaccante che fa reparto quasi da solo, mentre Mandzukic è più finalizzatore. Ancora una volta hanno venduto i migliori, a Simeone servirà un po’ di tempo per trovare nuovi equilibri”.

Sulla Juve: “La Juventus è superiore all’Atletico come qualità individuale, non c’è dubbio. Simeone ha perso giocatori fondamentali come Courtois, Filipe Luis e Diego Costa. I bianconeri, al contrario, i campioni li hanno tenuti tutti. E hanno aggiunto Pereyra, che mi sembra un gran bel giocatore”.

Su che tipo di gara dovrà impostare la Juventus: “Se vuoi creare dei danni all’Atletico, devi portargli la battaglia in casa. Affrontarli con le loro armi, attaccando. La Juve dovrà attuare un pressing in stile Atletico, con un gioco aggressivo. In Europa è un’altra storia rispetto al nostro campionato. Se giochi tre difensori contro tre attaccanti va bene, ma regalare un uomo dietro no, perchè poi ne hai uno in meno davanti. E la moltiplicazione dei pani e dei pesci è riuscita soltanto a uno. Contro l’Atalanta, però, ho visto i bianconeri in crescita, più aggressivi. Un ottimo segnale in vista di Madrid”.

Sulle differenze tra la Juve di Conte e quella di Allegri: “Allegri è bravo e intelligente, ma ha trovato una tavola ben apparecchiata. Sta cambiando il meno possibile. In alcune partite ho visto ritmi più bassi rispetto al passato. La Juve potrà continuare a vincere, io mi auguro soprattutto che continui a stupire come in passato”.

Su Simeone: “E’ un bravo allenatore, non un semplice motivatore, i suoi uomini sono sempre ben collocati. Contro il Real le palle vaganti erano tutte dell’Atletico”.
Sul “suo” Atletico Madrid in cosa è diverso da quello attuale: “Sono passati quasi venti anni. E’ cambiato tutto. Jesus Gil era competente ma più istrionico di suo figlio, che sta operando molto bene. I dirigenti dell’Atletico hanno venduto gente come Torres, Aguero, Falcao e nella scorsa stagione hanno conquistato la Liga e sfiorato la Champions. E’ un po’ come il Torino con la Juventus. Quelli dell’Atletico sono i parenti poveri del Real. Quando arrivai a Madrid, il segretario del club mi accompagnò a fare un giro per la città. Passammo dalla Plaza de Cibeles, quella cara al Real, e il segretario mi disse: qui festeggiano tutti gli anni. Poi arrivammo alla fontana del “Neptuno”: qui invece facciamo festa ogni 20 anni. Con Simeone i ruoli si sono avvicinati”.

Su Marchisio regista: “Lo stimo molto, contro il Milan mi è piaciuto”.

Su chi avrebbe scelto tra Vidal, Tevez o Pogba al Milan dei suoi tempi: “Dipende dalle esigenze. Sono tre grandi giocatori. Tevez è eccezionale. Apprezzo molto pure Llorente, che svolge un importante lavoro sporco”.

Su Morata: “Lo conosco bene, l’ho affrontato con l’Under azzurra. Mi dà la sensazione di muoversi più d’istinto che di ragionamento”.

Sulla Roma con il City: “La squadra di Garcia produce un possesso palla divertente, quando non diventa un tantino stucchevole. In fase di non possesso sono curioso di vederla all’opera in Europa contro un avversario superiore al Cska Mosca”.

Sullo Scudetto, se sarà solo lotta Juve-Roma: “Sono le più forti e continue, ma è presto per parlare di sfide decisive. Il Napoli doveva essere la terza forza, ma ha pagato l’eliminazione dalla Champions. La Fiorentina di Montellla ha perso gli attaccanti. C’erano tante speranze per le milanesi, che però sono alle prese con alcuni problemi. Sono fiducioso per il Milan, contro il Cesena ha disputato un buon primo tempo”.