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Il progetto di Suning nel mondo del calcio viaggia a due velocità: frena al Jiangsu e accelera all'Inter. Anche per motivi che non dipendono direttamente dalla proprietà. 

SALARY CAP - Infatti in Cina arriva una nuova regola per limitare le spese. L'anno scorso era stata introdotta una tassa del 100% sugli acquisti di calciatori stranieri oltre i 6 milioni di euro. Non a caso in estate Eder si è trasferito dall'Inter al Jiangsu per una cifra di poco inferiore ai 6 milioni, altrimenti il club cinese avrebbe dovuto pagarne altrettanti in tasse. A partire da gennaio 2019 ci sarà poi la salary cap, ovvero un tetto salariale agli stipendi dei calciatori, bonus compresi. 

FAIR PLAY FINANZIARIO - Invece l'Inter sarà fuori dal settlement agreement dal prossimo 1° luglio 2019. Ieri il dirigente nerazzurro Tim Williams ha presentato l'ultimo bilancio chiuso lo scorso giugno a Nyon presso la sede dell'Uefa, che ha chiesto approfondimenti sull'aumento dei ricavi provenienti dalla Cina: ben 100 milioni di euro (40 milioni da Suning e 60 milioni da altre sponsorizzazioni). Il fatturato ha già sfiorato quota 350 milioni ed è destinato a crescere ancora. Motivo per cui l'Inter potrà effettuare maggiori investimenti anche sul prossimo mercato estivo: sia per l'acquisto dei cartellini dei calciatori, sia per i loro ingaggi. Per sognare in grande c'è tempo, la stretta attualità è l'anticipo di sabato sera contro il Frosinone a San Siro, dove ci saranno oltre 60 mila spettatori a spingere la squadra di Spalletti prima delle dure trasferte con Tottenham, Roma e Juventus.