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Il giorno dopo è ancora più bello. Il presidente Danilo Iervolino si è svegliato col sorriso e un po' frastornato dopo la festa di ieri. La sua Salernitana è salva, ma non parlategli di miracolo: "E' stata un'impresa - ha detto il presidente della Salernitana nella nostra intervista - Perché voluta. I miracoli invece sono inconsapevoli. Noi sapevamo dove volevamo arrivare e abbiamo raggiunto l'obiettivo recuperando anche un po' di fortuna con la quale eravamo in debito. Potevamo salvarci due partite fa, se non avessimo preso gol al 98' contro il Cagliari...".

Presidente, come sta?
"Sono felice e consapevole dell'impresa calcistica, un qualcosa che va anche al di là del calcio e dello sport. Mette insieme una serie di valori e capacità organizzative di squadra e società del sud, spesso caratterizzato da cose un po' raffazzonate. Questa è la vittoria di Salerno e dei suoi tifosi, il successo di una grande professionalità".

In tanti avevano pronosticato la Salernitana in B già a Natale o poco dopo, le dava fastidio?
"Dicevo sempre che non mi sarei rassegnato a scendere in B, rispondevo che sarei rimasto in Serie A e se proprio dovevo scendere l'avrei fatto lottando fino all'ultimo". 

Come avete festeggiato la salvezza?
"Prima in campo, poi con qualche brindisi nell'area hospitality. Dopodiché siamo andati a casa stanchi e distrutti, alla fine di una giornata fantastica". 

Qual è stato il primo pensiero al fischio finale?
"Ho dedicato questa grandissima impresa a mio padre, mia mamma e mio fratello Angelo che ci guardavano dal cielo".

C’è stato un momento nel quale ha pensato di non farcela?
"Decisamente sì, dopo la partita persa 0-1 col Torino. E' stata una gara dura, alla fine della quale si era davvero messa male. Ma anche contro la Roma, quando abbiamo preso due gol dall'80' in poi perdendo una partita giocata bene. Ecco, in quelle due occasioni ho pensato veramente di non farcela". 



Il momento indelebile della stagione? 
"Il gol all'ultimo minuto contro l'Udinese. In quel momento nella testa di ogni giocatore è scattata un'energia positiva che è stata determinante". 

Fa effetto vedere una squadra festeggiare dopo una sconfitta per 0-4.
"Credo che sia una cosa mai capitata nel calcio. L'Udinese ha fatto una gara straordinaria onorando quello che secondo me è il miglior campionato al mondo". 

La svolta della stagione è arrivata puntando su Nicola, ci racconta come l’avete scelto?
"La squadra era inchiodata, c'era bisogno di un cambiamento. Che non vuol dire per forza migliorare, ma in quel caso dovevamo rischiare. Ho organizzato una call con lui, gli ho spiegato il nostro progetto e lui mi ha presentato le sue idee con una grinta che mi ha colpito. Ci ho riflettuto qualche ora e l'ho richiamato per dirgli che sarebbe stato lui il nuovo allenatore". 
C’erano altri candidati per la panchina?
"Sì, stavamo ragionando su più nomi. Ma Nicola mi è sembrato la persona giusta al momento giusto e nel posto giusto". 

Quant’è stato importante il ruolo di Walter Sabatini per conquistare la salvezza? 
"Molto, perché è un uomo di grande carisma che viene rispettato e seguito dai giocatori: Sa parlare alla squadra e trasmettere la concentrazione giusta nello spogliatoio, è un manager a tutto tondo". 



Che mercato sarà quello che sta per iniziare?
"Me lo chiedo anch'io. Ora mi confronterò con l'allenatore e il direttore, augurandomi di poter continuare con loro quest'avventura. Siamo una squadra forte ma faremo degli innesti per rinforzarla ancora di più. Ora ci godiamo le meritate vacanze, poi vedremo cosa succederà".

Facciamo un passo indietro: a gennaio scorso è diventato presidente della Salernitana: com’è nata l’idea? 
"Qualche giorno prima della scadenza del 31 dicembre, alcuni amici mi avevano detto che se non fossero arrivate offerte entro quella data la Salernitana sarebbe ripartita dal non professionismo. Io da quelle parti ho passato la mia infanzia e ho fondato la mia prima azienda, per questo sono rimasto colpito dal fatto che un club così importante potesse sparire; e così ho sentito un obbligo morale di intervenire".

Com’è stato trattare col presidente Lotito?
"In realtà non è servito. Il 31 dicembre abbiamo fatto un'offerta inviata per pec senza parlare con loro, e alle 23.58 dello stesso giorno mi hanno comunicato di essere il nuovo presidente della Salernitana. Per due minuti...". 

Che progetto è quello della Salernitana?
"A lungo termine. Abbiamo una squadra solida, un ottimo scouting, tanti giovani, infrastrutture ultramoderne e una capacità tecnologica importante per coinvolgere i tifosi. Magari tra dieci anni andiamo in Europa, perché no?!".

Prima di prendere la Salernitana seguiva il calcio?
"Ero tifoso del Napoli, ma non lo seguivo. Ho sempre detto che capita di innamorarsi prima di una donna e poi di un'altra, ho chiesto di non farmene una colpa perché oggi sono innamorato e fedele alla Salernitana". 

Da 4 mesi è entrato nel mondo del calcio: come ci si trova?
"E' un mondo che gira a una velocità supersonica. Affascinante, imprevedibile, vive di passione e a volte si ragiona poco con la testa e molto di pancia. Non c'è nulla nella vita che trasmette emozioni del genere". 

@francGuerrieri