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Non è stata una partita ma uno schizzo di follia durato più di 100 minuti, con 4 gol, due rigori, quattro espulsioni, zuffe in campo, var a tutto spiano, arbitro a tratti in balìa degli eventi. E’ successo così tanto che alla fine, nel 2-2 dello Stadium, non si capisce se i due punti li ha persi la Juve o la Salernitana, meritatamente in vantaggio fino agli interminabili minuti di recupero. E’ capitato di tutto, ma se riusciamo a conservare un minimo di logica calcistica dobbiamo dire che la Juve ha infilato un’altra notte orribile. Orribile come la sconfitta che stava meritando e la maglia che stava indossando: tutto si poteva capire da quei colori, ma non che dentro ci fossero giocatori della Juventus. Piccolo curiosità: la mancata vittoria della Juventus è stata decisa dal Var dove era appostato l’ex arbitro Banti, livornese come Allegri...

PRIMO TEMPO, BUIO PESTO.
La Juve ha fatto un primo tempo approfittandosi della sua modestia, della sua superficialità, della sua totale mancanza di orgoglio, rabbia, idee, perfino personalità. Ma tutto il male che può essere riferito all’assurda Juventus di questa e di altre partite non deve togliere un grammo di merito alla Salernitana. Ecco una squadra vera, ecco un giusto esempio per la Juventus.

SALERNITANA, SQUADRA VERA. Nicola l’ha schierata col solito 3-5-2, con l’energia straripante di Mazzocchi sulla fascia destra e la qualità di Candreva su quella di sinistra (solo un caso il gol dell’1-0 che nasce da un esterno e si materializza con l’altro?), con le posizioni corrette del trio di centrocampo dove c’era tutto, dal dinamismo di Maggiore, la grinta di Coulibaly e la buona tecnica di Vilhuena. Davanti, Dia e Piatek, due punte che lavoravano insieme e per la squadra. La mano di Nicola era evidente.

DA ALA A ALA. La Juve era pure partita bene, con due occasioni di Miretti sventate da Sepe e una di Vahovic (di destro...) deviata in angolo. Meno di venti minuti di Juve tranquilla, in gestione, ma pronta a mettersi davanti. Il problema è che è finita lì. Perché poi la Salernitana, che stava giocando come se fosse all’Arechi, con tutti i suoi tifosi più accesi dei delusi juventini, ha cominciato a fare gioco, a ripartire e prendere campo. Con coraggio e personalità. Maggiore ha sbagliato l’ultimo passaggio in un contropiede pericoloso e poco dopo è arrivato il primo gol: errore da dilettante di Cuadrado, Mazzocchi che stava filando come un treno su quella corsia ha saltato McKennie in area, cross teso sul secondo palo, tocco di Candreva e Salernitana davanti.

JUVE DISARMANTE. Non c’era un giocatore nella Juve a cui la squadra potesse affidarsi. Serviva la reazione e i bianconeri scomparivano. Paredes gestiva l’ordinario (e, come Cuadrado, si sarebbe macchiato di un errore grossolano nell’azione del rigore del 2-0), McKennie non era presente alla partita, Kean si è fatto ammonire per uno scatto di nervosismo, De Sciglio non si vedeva, Miretti si era visto all’inizio e poi anche lui scomparso. Non c’era gioco e non c’erano giocatori per crearlo. Si batteva Vlahovic, ma da solo, con lo sguardo disperato. Dusan ha pure segnato, ma in fuorigioco. Quando la Salernitana attaccava, lo faceva tutta insieme, come è accaduto al 2' di recupero in occasione del rigore: errore di Paredes, Dia ha messo la palla in mezzo, Piatek l’ha girata in porta, Bremer l’ha deviata in angolo col braccio. Rigore visto da Banti al Var, sul dischetto Piatek e l’ex viola polacco ha fatto meglio del neo viola serbo Jovic che il rigore se l’era fatto parare da Perin domenica scorsa. Piatek l’ha piazzato in rete.

MILIK E DIFESA A 3. A inizio ripresa, Allegri ha tolto l’inutile Kean per mettere Milik e ha impostato la difesa a 3. E nei primi minuti la Juve è sembrata subito più aggressiva, più determinata. Dopo 6' ha segnato Bremer con un colpo di testa in terzo tempo, una specialità che ha fatto ricordare il vero specialista, Massimo Ambrosini. Il cross di Kostic, che aveva fatto fuori Coulibaly, era stato perfetto, meno l’intervento difensivo di Mazzocchi su Bremer. Pareva l’inizio della soluzione dei suoi problemi, invece la Juve ha perso di nuovo smalto, ritmo e velocità. Nicola ha tolto Piatek per mettere Botheim, mentre Allegri poco dopo ha puntato sulla corsa di Alex Sandro (per De Sciglio) e sulla freschezza del giovane Fagioli (per Miretti). Ma solo un sinistro di Vlahovic, deviato in angolo da Sepe, ha creato un po’ di apprensione nella difesa salernitana.
I CROSS. Con Milik e Vlahovic, Allegri ha cambiato tipo di gioco: tutti cross. Da Kostic, da Alex Sandro, dalla trequarti, palloni alti per i due centravanti dell’Est. A una ventina di minuti dalla fine è iniziata ad affiorare la stanchezza dei salernitani, ma anche nei momenti di maggiore sofferenza non si sono mai difesi in affanno, non hanno mai buttato via la palla, tantoché la Juve era spesso costretta a concludere da fuori area con pessimi risultati. Assai più pericolosa la botta da limite di Dia parata con difficoltà da Perin. Nemmeno nel finale Nicola si è impaurito, ha tolto lo stanco (e bravissimo Dia) per far entrare un altro attaccante (Bonazzoli), oltre allo stremato Maggiore per Kastanos.

E’ SCOPPIATO TUTTO. In pieno recupero, la Juve ha agguantato un pareggio a cui non credeva più. Tocco in area di Vilhena su Alex Sandro, l’arbitro Marcenaro era lì e stavolta non ha avuto bisogno del Var. Botta di Bonucci, respinta di Sepe, poi palla ricacciata in rete dallo stesso Bonucci. La Salernitana ci ha provato ancora con Bonazzoli, ma sull’ultimo corner della gara è sbucata la testa di Milik. Tre a due per la Juve, rimonta in due minuti. La panchina bianconera è impazzita, si è visto un vero gentleman (detto senza ironia) come Marco Landucci fare il gesto dell’ombrello verso non si sa chi. Palla al centro. Ma da Lissone è arrivata la chiamata del livornese Banti: Marcenaro, aspetta un po’. Dalle immagini è uscita una testa di Bonucci che stava cercando di colpire la palla di testa, era in fuorigioco, ma non ha sfiorato il pallone e non sembrava che disturbasse Sepe. Marcenaro è andato al monitor e ha annullato il gol. Nel frattempo, Milik aveva preso il secondo giallo perché si era tolto la maglietta e davanti alle panchine erano vol, ati spintoni e qualcosa di più. Rossi a raffica per Fazio, per Cuadrado e per Allegri. E’ finita oltre il 100': 2-2. Chi ci ha rimesso di più?


IL TABELLINO

Juventus-Salernitana 2-2

Marcatori:
pt 19' Candreva (S), 50' Piatek rig. (S); st 6' Bremer (J), 48' Bonucci (J).
Assist: pt 19' Mazzocchi (S); st 6' Kostic (J).
Juventus (4-4-2): Perin; Cuadrado, Bonucci, Bremer, De Sciglio (18' st Alex Sandro); McKennie (40' st Soulé), Paredes, Miretti (18' st Fagioli), Kostic (33' st Danilo); Kean (1' st Milik), Vlahovic. A disp. Pinsoglio, Garofani, Gatti, Rugani, Iling-Junior. All. Allegri.
Salernitana (3-5-2): Sepe; Bronn, Daniliuc, Fazio; Candreva, L. Coulibaly, Maggiore (36' st Kastanos), Vilhena (55' st Sambia), Mazzocchi; Dia (36' st Bonazzoli), Piatek (16' st Botheim, 55' st Gyomber). A disp. Fiorillo, De Matteis, Bradaric, Valencia, Capezzi, Motoc, Iervolino, Pirola. All. Nicola.
Arbitro: Marcenaro di Genova.
Var: Banti di Livorno.
Espulsi: st 50' Milik (J), 52' Cuadrado (J), Fazio (S).
Ammoniti: pt 27' Paredes (J), 33' Kean (J), 38' Maggiore (S), 49' Bremer (J); st 10' Piatek (S), 22' Sepe (S).