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Francesco Caputo è pronto ad affrontare il Napoli. L'attaccante della Sampdoria sarà uno degli osservati speciali in vista della sfida con gli azzurri, forte della doppietta ad Empoli, ma l'ex punta del Sassuolo è ben consapevole delle difficoltà dell'incontro:: "Napoli è la prima forza del campionato. Ho visto in tv la gara di Udine, sulla carta è la squadra più in forma, la migliore. Perché sa cosa vuole e perché è quella che ha cambiato meno. Ma noi siamo pronti. Oshimen? A prescindere da lui, hanno grandissimi giocatori: Insigne, Lozano, Zielinski. Lui sta bene, è forte fisicamente e di testa, sa attaccare gli spazi. Non puoi lasciargli campo, non ti perdona. Ma faremo una grande gara" ha detto a La Gazzetta dello Sport.
 
L'atteggiamento della Samp sarà lo stesso: "Sampdoria sfrontata? Questo è un fatto molto positivo, una caratteristica che il mister ci ha trasmesso e che avevo già notato guardando le partite della Sampdoria prima di venire qui. Andiamo a prendere bene gli avversari, ma sempre con equilibrio. D'Aversa ha provato spesso a prendermi, ma poi non se n’era fatto nulla. Sono contento che lui sia qui, ha una bella idea di calcio, sa quello che vuole ottenere dai suoi giocatori, mi fa piacere che lui mi alleni. Ma anche il presidente Ferrero, che mi ha trasmesso tutto il suo entusiasmo, mi seguiva da tempo però ci eravamo sempre e solo sfiorati. E poi qui c’è il ds Faggiano, lo conosco da una vita: con il direttore mi ero sentito dieci giorni prima che finisse mercato, ma avevo rinnovato con il Sassuolo, quindi… Poi dopo la partita di Reggio Emilia con la Sampdoria, se n’è riparlato. La scelta migliore per entrambi".

Grande feeling con Quagliarella: "Credo che quando in una squadra hai tanti giocatori di qualità e intelligenza, diventa facile adattarsi e stare insieme. Fabio è importantissimo per l’ambiente e per il gruppo. È stato anche il fatto di trovarlo qui a convincermi a venire alla Sampdoria. Mi piaceva l’idea di giocare con lui, anche se poi abbiamo tanti attaccanti forti, da Gabbiadini a Torregrossa. In carriera ho giocato con tutti davanti e mi sono sempre adattato. S’è visto anche a Empoli, l’intesa può solo migliorare.  Quanto conta la testa? In questo senso, Fabio è l’esempio più lampante, sempre là a battagliare. Tante volte l’età aiuta, quando non sei più giovane leggi certe situazioni che da giovane non valuteresti».".

La carriera di Caputo ha avuto un percorso molto tortuoso: "Non tutti sanno da dove sono partito. Onofrio Colasuonno è il mio secondo padre, mi ha aiutato anche nei momenti difficili. Il fatto di definirmi un secondo Quagliarella mi riempie di orgoglio, Fabio è grande come giocatore e come persona. Ho iniziato dalla Seconda Categoria, salendo anno dopo anno. Promozione, Eccellenza, C2, B e A. Credo che in questo mondo difficilmente si trovi una storia del genere, ma mi rende orgoglioso. Non mi piango mai addosso, sono fortunato perché svolto un lavoro importante che tutti vorrebbero fare. Ognuno di noi ha un destino e una carriera segnati. La mia doveva andare così: di sicuro cerco di migliorarmi ogni giorno".
Caputo ha un passato nell'Entella: "Dopo quei due anni avevo il fuoco dentro, volevo misurarmi con la Serie A, ma era un palcoscenico a cui il presidente Gozzi, con cui ho mantenuto un bellissimo rapporto ancora oggi, non poteva ambire. Loro mi avrebbero voluto allungare il contratto, a alla fine, poiché non avevo offerte in A, andai in B all’Empoli, che poteva darmi l’opportunità di conquistarla vincendo il campionato».

A proposito di contratto, quello con la Samp? "Desidero rimettermi in gioco, senza pormi obiettivi sul medio o lungo termine. Io farò il massimo, l’ho detto a Ferrero, il campo fornirà le risposte".